Dal Comitato 503360 alla Rete per la Parità

Perché un’ennesima associazione? Anche noi promotrici ce lo siamo chiesto, prima di imbarcarci in questa faticosa impresa, ma abbiamo ritenuto quasi un obbligo farlo.

E’ l’unico modo per mantenere in vita e utilizzare in futuro quanto si è sviluppato intorno alle celebrazioni dei cinquanta anni della sentenza della Corte Costituzionale n° 33/60, che hanno portato ad approfondire il tema della parità con uno sguardo ai 50 anni passati ma proiettato verso il futuro.

Celebrazioni che hanno ottenuto l’attenzione del Presidente della Repubblica, che ne ha parlato nel discorso dell’8 marzo 2010 e ha concesso il suo Alto Patronato.

Celebrazioni per le quali si è attivata un’aggregazione, mai vista in Italia, che ha riunito non solo idealmente le 40 tra associazioni e enti e le 12 Università che sono entrate nel Comitato nazionale per le celebrazioni, gli oltre 500 iscritti al Gruppo Facebook, le migliaia di persone in contatto tramite mail o sul BLOG di Aspettare stanca, o perché pubblicate altrove.

Un’aggregazione che, nel 2010 e ancora nei primi mesi del 2011, ha messo insieme fisicamente di volta in volta alcune persone, dalle oltre 400 degli eventi più frequentati ad alcune decine di quelli più piccoli, per eventi organizzati presso Università e altri luoghi in tante città d’Italia.

Università, associazioni e studiose e studiosi che in Aule universitarie o altre sedi, come l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli o la Sala del Consiglio della Provincia di Roma, o il Palazzo di Giustizia di Milano, o il Tribunale di Lamezia Terme, e la Caserma di Coppito all’Aquila (per citarne soltanto alcune)
, partendo da una lontana sentenza, hanno condiviso e sviluppato spunti e riflessioni da un punto di vista non solo giuridico, ma anche sociale, storico, economico, culturale, politico.

Quando avevamo promosso le celebrazioni immaginavamo che sarebbero stati organizzati tre o quattro eventi: ne sono scaturiti trenta.

Un risultato eccezionale: una base di partenza che deve diventare sempre più solida e allargata.

Nella Rete per la Parità continueremo a lavorare insieme con associazioni, enti, università, donne e uomini, per la valorizzazione dei principi fondamentali della Costituzione, primo fra questi, l’uguaglianza di genere formale e sostanziale tra donna e uomo.

Per quanto riguarda il metodo, l’obiettivo fondamentale deve essere quello, avvalendosi soprattutto della comunicazione sul web, di dare forza, qualità, visibilità generale, energia ai vari progetti e iniziative, che dovrebbero avere queste caratteristiche:

  • svolgersi sempre in collaborazione con altre associazioni o università o altre entità;
  • avere da due o più persone capofila;
  • avere, una volta approvati come iniziative anche della Rete per la Parità, una larga autonomia di avere l’appoggio della Rete per la Parità tutta per la pubblicizzazione, e per quanto è possibile, per alcuni servizi e linee generali.

Noi promotrici, le socie e i soci fondatori, il Comitato Scientifico, per il primo biennio composto dai referenti del Comitato 503360, e nel secondo allargato anche ad altri organismi, ci impegneremo perché RxP non si presenti e non divenga un’alternativa alle tante e meritevoli reti e associazioni impegnate per la parità uomo-donna, ma offra una possibilità in più per lavorare insieme con maggiore forza.

Partiamo dalle riflessioni sul cammino delle donne italiane e del mondo per sviluppare, insieme con le nuove generazioni, la consapevolezza sulla situazione attuale e sulle prospettive future, per ridurre il gap di genere occupazionale, contributivo, rappresentativo, nelle carriere e nelle professioni. Per attivare modifiche alle regole (dalle leggi elettorali al cognome delle figlie e dei figli, ai titoli delle cariche pubbliche), ideare nuovi strumenti di diffusione della cultura di genere, e di sostegno alle scelte professionali e alle carriere, sventare il pericolo di un ritorno al passato.

E’ il modo migliore per contribuire alla promozione del diritto di ogni persona, donna o uomo, a sviluppare al meglio, in ogni fase della vita, in ogni contesto, privato o pubblico, le proprie potenzialità, anche a vantaggio della democrazia paritaria e della collettività.

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