Presentazione del libro “Il Paese che conta – Come i numeri raccontano la nostra storia” di Linda Laura Sabbadini

Presentato il Rapporto ASviS 2025 sull’attuazione dell’Agenda ONU 2030 sullo sviluppo sostenibile

Il nuovo Rapporto ASviS 2025, elaborato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) grazie al contributo della rete di esperte ed esperti delle organizzazioni aderenti, è stato presentato il 22 ottobre presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

All’evento di presentazione del decimo Rapporto sono intervenuti, oltre ai presidenti dell’ASviS Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini e al direttore scientifico Enrico Giovannini, numerosi rappresentanti delle istituzioni. Tra questi, il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e la vicepresidente della Camera dei deputati Anna Ascani.

Di particolare rilievo gli interventi di Chiara Cardoletti, rappresentante per l’Italia, la Santa Sede e San Marino dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR), e di Silvia Maria Rovere, presidente di Poste Italiane. Nel corso dell’incontro, la direttrice generale del CERN, Fabiola Gianotti, intervistata da Enrico Giovannini, ha evidenziato il ruolo cruciale della scienza nel promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Il Rapporto ASviS 2025 analizza il posizionamento dell’Italia rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), a dieci anni dall’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e offre una panoramica aggiornata delle iniziative intraprese a livello globale, europeo e nazionale per favorire la transizione verso la sostenibilità. Il documento presenta, inoltre, i risultati di indagini e sondaggi volti a rilevare la percezione e le opinioni dei cittadini italiani sui temi dello sviluppo sostenibile.

Oltre a fornire un bilancio delle azioni realizzate finora, il Rapporto propone una serie di interventi trasformativi finalizzati sia a orientare la nuova legislatura europea, sia a definire un piano nazionale di accelerazione per il raggiungimento degli SDGs.

A cinque anni dalla scadenza fissata dall’ONU, il quadro che emerge è chiaro: gli impegni attualmente assunti non risultano sufficienti per conseguire i traguardi previsti. Il prossimo quinquennio si prospetta pertanto decisivo, sia per rafforzare l’azione globale, sia per delineare la futura agenda internazionale per lo sviluppo sostenibile.

Ottobre Rosa: una diagnosi precoce può cambiarti la vita

Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno, la tipologia di tumore più frequente nella donna.

Fai una visita clinica ed un’ecografia almeno una volta ogni 2 anni, dai 20 ai 40 anni, ed ogni anno dopo i 40. Fai una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi.

Una diagnosi precoce è fondamentale per aumentare le possibilità di guarigione!

BLOCCA LA DATA – 8 novembre 2025 – Riforma organica del cognome: quando arriverà?

Anniversari delle Risoluzioni ONU su Donne, pace e sicurezza e Giovani, pace e sicurezza

In questi giorni ricorrono anniversari fondamentali delle Risoluzioni delle Nazioni Unite sui temi Donne, pace e sicurezza (Risoluzione 1325 del 2000) e Giovani, pace e sicurezza (Risoluzione 2250 del 2015), testi che hanno rappresentato una svolta storica nel riconoscimento del ruolo imprescindibile delle donne e delle nuove generazioni nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione e nella costruzione della pace.

Questi anniversari dovrebbero rappresentare un momento di rinnovata speranza, ma si collocano in un contesto globale caratterizzato dall’escalation dei conflitti armati e da una crescente militarizzazione delle relazioni internazionali.

Tra le crisi in corso quella di Gaza assume una dimensione particolarmente drammatica. In un territorio già segnato da decenni di occupazione e violenze, oggi la popolazione civile affronta una catastrofe umanitaria senza precedenti con migliaia di morti in poche settimane, in gran parte donne e bambini; ospedali e scuole distrutti; interi quartieri ridotti in macerie. Famiglie spezzate, bambini privati dei genitori, madri che non possono più proteggere e nutrire i propri figli. La sopravvivenza stessa è una lotta quotidiana e la popolazione civile è privata non solo della sicurezza, ma anche dei beni essenziali per vivere: acqua, cibo, elettricità, cure mediche.

Le donne e i bambini, indicati dalle Risoluzioni ONU come soggetti da proteggere e protagonisti della pace, continuano a pagare il prezzo più alto della violenza, vittime innocenti di conflitti che negano loro sicurezza, dignità e futuro.

Parallelamente, il conflitto in Ucraina continua a provocare devastazione, sfollamento forzato e traumi profondi. Giovani che dovrebbero essere motore di innovazione e costruzione sociale vengono travolti dalla guerra, privati di istruzione, stabilità e prospettive di vita.

Ricordare le Risoluzioni delle Nazioni Unite significa riaffermare con forza che la pace non può ridursi soltanto al silenzio delle armi ma che occorrono giustizia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. Significa ribadire che senza la partecipazione piena delle donne e delle giovani generazioni, senza la protezione dei civili e senza il rispetto inderogabile del diritto internazionale umanitario la sicurezza resta un concetto vuoto. Le piazze pacifiche e solidali che in tanti Paesi si sono riempite per chiedere la fine delle violenze, insieme alla missione della Global Sumud Flotilla, rappresentano un segno tangibile e potente del sentimento popolare, un richiamo che chiede con forza coerenza, dignità e azioni concrete per costruire una pace giusta e duratura.

In occasione di questi anniversari e alla luce degli eventi in corso, la Rete per la Parità – APS chiede al Governo italiano e alla comunità internazionale di attivarsi per:

•             fermare immediatamente le ostilità e aprire la via a un cessate il fuoco duraturo;

•             garantire corridoi umanitari sicuri e accesso immediato agli aiuti di prima necessità

•             assicurare il coinvolgimento effettivo delle donne e delle giovani generazioni nei processi di pace, come indicato dalle Risoluzioni ONU 1325 e 2250;

•             garantire il rispetto inderogabile del diritto internazionale umanitario

Occorrono dunque impegni e azioni concrete, insieme alle celebrazioni occorre agire.