Il Consiglio Nazionale delle Donne Italiane (CNDI) è una federazione di associazioni femminili e miste impegnate per il miglioramento della condizione sociale delle donne, aperto a donne di ogni idea politica e di ogni religione. Fondato nel 1903, è il ramo italiano dell’International Council of Women, istituito a Washington nel 1888 sul principio della assoluta indipendenza dai partiti e dalle confessioni religiose.

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DonneinQuota nasce a Milano nel 2006 dal corso Donne, Politica e Istituzioni, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità e riproposto in più edizioni in decine di università italiane allo scopo di favorire l’ingresso delle donne in politica.

Ci occupiamo principalmente di

• rappresentanza politica femminile: per raggiungere una democrazia paritaria che rispecchi la società reale composta al 50% da donne e al 50% da uomini;

• rappresentazione della donna nei media: in base alla Risoluzione del Parlamento europeo del 3 settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini [2008/2038 (INI)].

Rappresentanza e rappresentazione sono temi strettamente collegati.

La strumentalizzazione e la stereotipizzazione dell’immagine femminile, infatti, contribuisce pesantemente a relegare le donne in ruoli subalterni, ostacolando il raggiungimento della parità nel lavoro, in politica e nei luoghi dove si decide.

A favore della rappresentanza politica femminile nel 2010 abbiamo avviato, e vinto, il ricorso al Tar della Lombardia contro la Giunta Regionale, composta allora da 15 assessori uomini e una sola donna. Questo è stato solo il primo di altri ricorsi al Tar sostenuti successivamente per le stesse ragioni. E siamo in costante collegamento con le realtà politiche femminili per dar loro risonanza e sostegno.

Riguardo alla rappresentazione della donna nei media abbiamo effettuato azioni di contrasto in molti casi di pubblicità sessista, e fondato – insieme alla Camera del lavoro/CGIL e all’associazione Amiche di ABCD – il Comitato Immagine Differente che in tema ha prodotto un DDL.

Organizziamo iniziative di informazione alla cittadinanza e partecipiamo ad audizioni comunali, in dialogo con le amministrazioni.

Siamo nel Consiglio Direttivo del Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne.

Facciamo parte dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che raggruppa oltre 50 associazioni femminili italiane.

Dal 14 febbraio 2013 organizziamo ogni anno a Milano il flashmob mondiale contro la violenza sulle donne One billion rising.

Nel marzo 2013 abbiamo fondato (con l’associazione francese Chiennes de garde e il gruppo inglese Object) Wecams (Women’s European Coalition against Media Sexism), una coalizione europea contro il sessismo nei media.

Con l’appoggio di alcune eurodeputate, Wecams sta facendo pressione affinchè le numerose risoluzioni europee sul tema diventino direttive vincolanti.

Nel settembre 2013 è nato – su spinta propulsiva della nostra associazione – il Centro di Ricerca Interuniversitario Culture di genere, che raggruppa sei università milanesi (Università degli Studi di Milano e di Milano Bicocca, Bocconi, Politecnico, IULM e S.Raffaele) e con il quale collaboriamo attivamente.

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POWER & GENDER è una testata giornalistica libera ed indipendente, un progetto senza fini di lucro. Tutti i contributi si svolgono su base volontaria e non sono retribuiti.

La nostra testata promuove:
– la libera informazione, senza fretta e senza bavagli, la formazione alla consapevolezza di genere
– azioni di contrasto agli stereotipi, ai pregiudizi, alla violenza di genere, ai linguaggi dell’odio
– i diritti umani ed i diritti delle donne

– le pari opportunità tra donne ed uomini, nel lavoro, nella società, nella vita di tutti i giorni
– il diritto alla salute delle donne tramite la corretta applicazione della legge 194 e della IVG
– informazione critica in tema di politica e di attualità ed esempi di buone pratiche
– appelli per la difesa della legalità, della giustizia, dei beni pubblici e della democrazia
– interventi legislativi e proposte di riforma

– la cultura enogastronomica e la corretta informazione in campo alimentare
– libri, arti, letterature, sport, musica, poesia, giornalismi
– esempi e traguardi dei migliori talenti femminili e maschili, di ogni età

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L’ A.D.M.I. è un’ associazione di donne magistrato senza fini di lucro, costituita nel 1990, con sede in Roma, Palazzo di Giustizia , Piazza Cavour, indipendente da ogni altra organizzazione. Essa rifiuta ogni  connotazione politica e si propone di approfondire i problemi giuridici , etici e sociali riguardanti la condizione della donna nella società, di promuovere la professionalità della donna giudice a garanzia dei cittadini e per il miglior funzionamento della giustizia , di proporre modifiche legislative volte alla piena attuazione della parità.

Essa intende inoltre istituire uno stabile collegamento tra le donne che esercitano funzioni giudiziarie  per il confronto delle rispettive esperienze professionali e per la ricerca dei contributi apportati dalle donne magistrato nell’ interpretazione ed applicazione della legge , nonchè realizzare incontri con donne giudici di altri Paesi.

Considerato il crescente fenomeno della femminilizzazione della magistratura, cui tuttavia non fa riscontro un adeguato numero di presenze femminili nella direzione degli uffici giudiziari, nel C.S.M. ed ai vertici dell’ Associazione Nazionale Magistrati, l’ A.D.M.I. ritiene essenziale una più attiva presenza delle donne nelle scelte di politica giudiziaria ed associativa, ed al tempo stesso la predisposizione di adeguate misure organizzative e di aggiornamento professionale dirette ad evitare  che il peso della ” doppia presenza ” , gravante  su tutte le donne lavoratrici , possa incidere sulla qualificazione  e sul percorso professionale, alimentando forme di esclusione o di autoesclusione.

Tre componenti dell’ A.D.M.I. partecipano al Comitato di studio per le pari opportunità che il  Consiglio Superiore della Magistratura ha istituito su sollecitazione della stessa Associazione.

Nel settembre 1991 l’ A.D.M.I. ha ratificato l’ atto costitutivo e lo statuto dell’ I.A.W.J. – International Association Women Judges – diventandone socia cofondatrice. Attualmente fanno parte dell’ Associazione Internazionale oltre tremila giudici di ogni parte del mondo.

Nel 1994  l’ A.D.M.I. ha organizzato a Roma una Conferenza Internazionale sulla violenza domestica in collaborazione con l’ I.A.W.J. , cui hanno preso parte donne magistrato di oltre cinquanta Paesi. Ha inoltre partecipato con propri contributi alle conferenze biennali internazionali dell’ I.A.W.J. di San Diego  ( 1994 ),  Manila ( 1996 ) ed Ottawa (1998).

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Il Soroptimist International è un’associazione mondiale di donne di elevata qualificazione professionale. Le socie rappresentano categorie professionali diverse, favorendo così il dibattito interno e un’ampia e diversificata circolazione d’idee che permette la creazione di progetti e service  efficaci.

LA MISSION: attraverso azioni concrete, promozione dei diritti umani, promozione del potenziale delle donne e sostegno all’avanzamento della condizione femminile, accettazione della diversità e creazione di opportunità per trasformare la vita delle donne attraverso la rete globale delle socie e la cooperazione internazionale.

I VALORI ETICI:  Diritti Umani per tutti, la pace nel mondo e il buonvolere internazionale, la trasparenza e il sistema democratico delle decisioni, il volontariato, l’accettazione delle diversità e l’amicizia.

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Guarda il video del Soroptimist International Italia

 

La F.I.L.D.I.S. (Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori) membro del G.W.I. (Graduate Women International) e dell’ U.W.E. (University Women of Europe), opera senza fini di lucro.

  • Si è costituita a Roma 92 anni fa nel 1922 sotto la Presidenza della filosofa Isabella Grassi che credeva fermamente che l’impegno personale, anche di respiro internazionale all’interno delle associazioni, “elevava le donne culturalmente, socialmente e spiritualmente”;
  • è presente sul territorio nazionale con 13 sezioni locali FILDIS – IFUW;
  • si è autosospesa dal 1935 al 1944 a causa di dissidi con il governo fascista, per riprendere il suo cammino nel 1945 sotto la guida della Prof.ssa Libera Trevisani Levi Civita;
  • per il suo 90° anniversario dalla Fondazione è stata insignita di un’apposita medaglia dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano;
  • fa parte della Consulta Regionale Femminile del Lazio, della Rete per la Parità, del Coordinamento regionale del CNDI, di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, collabora con altre associazioni femminili che operano anche a livello nazionale ed internazionale e con il gruppo “Toponomastica Femminile”, è inserita nel Workshop Permanente: LA CITTA’ STORICA DA UN PUNTO DI VISTA DI GENERE
  • dal 23 novembre 2013 la Sede Legale è tornata a Roma dopo più di sessanta anni.

Desideriamo così segnare un nuovo e rinnovato inizio delle nostre attività, tutte volte alla promozione sociale, culturale e professionale delle donne “ al di sopra di ogni questione di razza, lingua, religione o opinioni politiche”, in modo che possano esprime al meglio i loro talenti. I punti di forza del nostro agire sono l’accoglienza, la solidarietà e l’amicizia, che ci permettono di continuare a promuovere la collaborazione tra donne, laureate e non, di tutto il mondo ma anche con associazioni femminili o di promozione sociale che cooperano con le strutture locali e con i paesi africani e/o latino-americani, curando la formazione di gruppi di volontari. Manteniamo rapporti sistematici con le associazioni che si impegnano per il riconoscimento delle donne nei ruoli apicali di gestione del potere.

Il volume “Una tessera del mosaico” della nostra socia onoraria Prof. Fiorenza Taricone – docente di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università di Cassino, Lazio Meridionale – è dedicato alla storia della FILDIS dal 1922 al 1992. Insieme ad altre socie si è iniziato a redigere un secondo volume che parla del nostro impegno durante gli ultimi 20 anni, sino ad oggi.

Possiamo dire con orgoglio che lo Statuto è un esempio di democrazia matura e partecipata. La nostra attenzione è anche rivolta alle donne che vengono da altri Paesi ed ai bisogni dei loro figli, delle loro famiglie, alla necessità di una proficua collaborazione scuola – famiglia. Per questo siamo disponibili all’ascolto, a prenderci cura di situazioni a rischio e ci impegniamo ad insegnare, alla mamme straniere, la lingua italiana che consideriamo veicolo di affettività nel nostro Paese che dovrebbe mettere in atto una forma reale di accoglienza.

Le sezioni sono presenti su tutto il territorio nazionale.

Ogni anno, per Statuto, siamo impegnate nel realizzare il CONSIGLIO FEDERALE – incontro di tutte le Presidenti delle sezioni locali e delle Past President Nazionali. In tale occasione organizziamo almeno un Convegno che si tiene a turno nelle città dove esiste una sede locale.

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A San Valentino un dono alle persone care: doppio cognome per noi e per figlie e figli

A  partire da oggi un prezioso gesto d’amore.

 

Suggeriamo:

  • a tutte e tutti di aggiungere sui profili Facebook il cognome materno al nostro solo cognome paterno finora imposto dalla legge, seguendo l’esempio di chi lo ha già fatto dopo la sentenza della Corte costituzionale, come gesto d’amore verso le nostre madri.

 

  •  agli uomini di impegnarsi ad attribuire  i cognomi della mamma e del papà alle figlie e ai figli  che  nasceranno, (come ora è reso possibile per le nuove nascite a seguito della sentenza) e di   farlo   anche per i figli già nati, purché minorenni, non appena sarà possibile con la legge che regolamenterà i cognomi dei figli e delle figlie minorenni, come gesto d’amore verso le loro compagne.

 

 

Gesti d’amore  di padri e madri anche verso figlie e figli, ai quali, attraverso il doppio cognome sarà riconosciuto il diritto alla completa identità del ramo materno e paterno, che rompa con retaggi culturali ormai superati.

 

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68 anni dalla Costituzione, a 41 anni alla riforma del diritto di famiglia, a 37 anni dalla presentazione della prima proposta di legge in Parlamento, a 10 anni dal monito della Corte costituzionale al Parlamento, a oltre 2 anni dalla condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo, nell’udienza dell’otto novembre 2016 la Corte costituzionale, con la propria sentenza ha eliminato l’automatica attribuzione del solo cognome paterno, anche in presenza di una diversa volontà di genitori.

 

Un risultato immediato e importante, ma ancora parziale. Siamo tutt’ora in attesa di una legge, definita dalla Corte costituzionale, indifferibile. La Rete per la Parità, dalla sua fondazione nel 2010 è in prima linea nell’impegno per dare visibilità alle madri e non penalizzare figlie e figli.

 

 

 Da Aspettare stanca, una delle associazioni della Rete per la Parità, che chiede dal 2010 il doppio cognome per legge  in attuazione dei principi costituzionali, di recente richiamati dalla sentenza n. 286/2016 della Corte costituzionale.

 

Roma, 14 febbraio 2017

 

Comunicato Stampa

Per contatti: 3386705939 info@aspettarestanca.it

CONCORSO “SULLE VIE DELLA PARITA'” – Terza edizione

Il 26 aprile 2016 dalle ore 10.30 alle ore 15.00, presso l’Università Roma Tre Facoltà di Lettere, si terrà la premiazione del concorso “Sulle vie della parità”, edizione 2015/2016. Il concorso, indetto da Toponomastica femminile e FNISM e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, agli atenei e a enti e centri di formazione, è finalizzato a valorizzare il contributo offerto dalle donne alla costruzione della società.

A partire dall’osservazione della città, del quartiere e delle sue strade, delle aree verdi, pedonali e ciclabili, dei musei, dei luoghi pubblici e condivisi, la proposta intende promuovere la ricerca storica locale e l’analisi del patrimonio culturale, ambientale e civico del Paese, con l’intento di creare città inclusive e di restituire visibilità alle donne che si sono distinte per l’attività letteraria, artistica e scientifica, per l’impegno umanitario e sociale o per altri meriti.

Alleghiamo locandina ed invito per la premiazione.

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GIUDICEDONNA

Abbiamo ricevuto il primo numero 2016 di “Giudicedonna” rivista trimestrale dell’Associazione Donne Magistrato Italiane (ADMI).