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La riforma del cognome: parità uomo donna e diritto all’identità ancora in attesa

che Governo e Parlamento approvino la legge richiesta dalla Corte costituzionale

                                                            

Un webinar ricco di spunti, quello organizzato dalla Rete per la Parità, insieme con il CNDI – Consiglio Nazionale delle Donne Italiane e l’InterClubZontaItalia, per ricordare che a distanza di quattro anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286 dell’8 novembre 2016 sul cognome materno l’Italia è ancora priva di una riforma organica del cognome. Questo grave ritardo impedisce in molti casi di avvalersi della possibilità derivante dall’immediata applicazione della sentenza di aggiungere il cognome materno. Il doppio cognome è ancora condizionato al consenso del padre, e quindi è ancora violata la parità uomo donna e non è tutelato il diritto all’identità, due principi fondamentali della Costituzione italiana. Nel mondo quasi un miliardo di persone ha il doppio cognome ma una visione anacronistica e legata a una mentalità patriarcale impedisce all’Italia di allinearsi ai tanti paesi che hanno già modificato la normativa.

L’evento è inserito tra le celebrazioni promosse dal Comitato 603360 lanciato per ricordare i 60 anni di un’altra importante sentenza della Corte costituzionale, la n. 33 del 1960, che aprì alle donne le principali carriere pubbliche, è stato introdotto e moderato da Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità. L’associazione, da dieci anni impegnata per la riforma del cognome, ritiene che la grave emergenza causata dalla pandemia, che ha colpito in particolare le donne, debba essere motivo di maggiore attenzione ai provvedimenti necessari per assicurare alle stesse la piena cittadinanza ed eliminare dannosi stereotipi che ancora rendono le donne invisibili.

A seguire sono intervenute Daniela Monaco, presidente del CNDI e Angela Tassara, presidente InterClubZontaItalia, associazioni fondatrici della Rete per la Parità e attive per le celebrazioni dei 60 anni, come nel 2010 per quelle dei 50 anni.

Per impegni istituzionali non hanno potuto partecipare Luciana Lamorgese, Ministra dell’interno, Elena  Bonetti, Ministra per le pari opportunità e la famiglia  e Federico D’Incà, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme, che speriamo di incontrare quanto prima.

Sono poi intervenute la Ministra per le Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, nonché le senatrici Alessandra Maiorino, prima firmataria di un DDL sulla riforma e Valeria Valente, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio nonchè su ogni forma di violenza di genere.

Hanno portato significativi contributi legali, giuridici, scientifici e derivanti da esperienze personali, Antonella Anselmo, avvocata della Rete per la parità, Carla Bassu, professoressa associata di diritto pubblico comparato dell’Università di Sassari, Anna Finocchiaro – presidente di italiadecide e già Ministra per le pari opportunità e successivamente per i Rapporti istituzionali, Marcello Galli e Manuela Magalhães – genitori attori della sentenza della Corte costituzionale 286/2016 e Susanna Schivo – avvocata patrocinante i genitori attori.

Un’importante tappa nel difficile percorso verso la nuova legge che ha offerto preziosi spunti per la Rete per la Parità nel proseguire nell’azione di pressione e nell’offerta di collaborazione al Governo e al Parlamento iniziata dieci anni fa. L’intera registrazione della diretta è disponibile su FACEBOOK @reteperlaparita e sul sito reteperlaparita.it.

Contatti: segreteria.reteperlaparita@gmail.com e Donatella Donato, cell. 3490808986

La Riforma del Cognome

Sabato 7 novembre 2020, ore 11.30-13.00

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A quattro anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286 dell’8 novembre 2016 sul cognome materno

l’Italia è ancora priva della riforma, ritenuta indifferibile dalla Corte costituzionale.

 

Come nei precedenti tre anni, la Rete per la Parità, il CNDI-Consiglio Nazionale delle Donne Italiane e InterClub Zonta Italia organizzano un’iniziativa sul tema. L’evento è inserito tra le celebrazioni promosse dal Comitato 603360, lanciato per ricordare i 60 anni di un’altra importante sentenza della Corte costituzionale, la n. 33 del 1960, che aprì alle donne le principali carriere pubbliche.

 

Introduce e modera:

Rosanna Oliva de Conciliis – Presidente della Rete per la Parità APS

Saluti:

Daniela Monaco – Presidente del CNDI e Angela Tassara – Presidente dell’InterClubZontaItalia.

Sono stati invitati:

Elena Bonetti – Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Fabiana Dadone – Ministra per la Pubblica Amministrazione, Federico D’Incà – Ministro Per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Luciana Lamorgese – Ministra dell’Interno, Valeria Valente – Senatrice e Presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, le Parlamentari e i Parlamentari primi firmatari delle proposte di riforma.

Intervengono:

Antonella Anselmo – avvocata della Rete per la Parità, Carla Bassu – prof. associata di diritto pubblico comparato uniss, Anna Finocchiaro – presidente di italiadecide e già Ministra per le pari opportunità, Marcello Galli e Manuela Magalhães – genitori attori della sentenza della Corte costituzionale 286/2016,

Susanna Schivo – avvocata patrocinante i genitori attori.

 

Evento online in diretta su Teams, su Facebook @reteperlaparita e sul sito reteperlaparita.it

Inoltre sulla challenge #lariformadelcognome è già possibile condividere le proprie ragioni con un breve video. https://www.facebook.com/reteperlaparita/photos/a.903459956403779/3314553291961088/

Per saperne di più leggi qui

 

Assistenza tecnica: Francesco Atanasio Carolei

Assistenza per i collegamenti in diretta: Donatella Donato, cell. 3490808986, e-mail. ddonato10@gmail.com

Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni.

Disponibilità di diritti e disponibilità di risorse, tra emergenza e normalità.

Caserta, Lunedì 5 ottobre 2020, h. 10.00-12.00 Istituto “F. Giordani”, Via Laviano n.18

Seminario

Per un futuro sostenibile donne e giovani generazioni devono avere pari opportunità. Il Goal 5- Parità di genere, interconnesso con tutti gli altri, consente di raggiungere tutti i 17 Obiettivi  dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. A confronto, in prosecuzione dell’evento dello scorso anno, esperienze e letture critiche della formazione, della giustizia, della società civile e dell’associazionismo. Di nuovo saranno coinvolte le scuole per dare voce a studenti e studentesse, legittimi misuratori di sostenibilità.

Clicca qui per  seguire l’evento in diretta su Microsoft Teams.

 

Eventi dedicati al Goal 5 nei Festival ASviS

Organizzati dal Gruppo di lavoro per l’obiettivo 5- Parità di genere

2020 Roma – Martedì 29 settembre – Evento nazionale – Come contrastare la violenza economica sulle donne: l’innovazione dà una mano? – ore 17.00-18.30 – Auditorium MACRO Via Nizza 138 – Roma Segui l’evento su festivalsvilupposostenibile.it

2019 Roma –29 Maggio – Evento nazionale – donne invisibili verso Pechino +25. A che punto siamo in Italia – ore 14.00-18.30 – Parlamentino Cnel – Viale David Lubin 2  Leggi qui – Scarica il programma

2018 Milano-25 maggio –  Diritti delle donne – Diritti umani. Come l’Italia adempie agli obblighi internazionali. organizzato da DonneinQuota con Città Metropolitana di Milano, Rete per la Parità, Giuristi Democratici, Coordinamento italiano della Lobby europea delle donne, INWR, CRICG. Leggi qui

Organizzati dalla Rete per la Parità

2020

 Caserta – Lunedì 5 ottobre – Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni. Disponibilità di diritti e disponibilità di risorse, tra emergenza e normalità – ore  10.00-12.00 Istituto “F. Giordani”, Via Laviano n.18 e online – Seminario. Rete per la Parità  e Università della Campania in collaborazione con  Soroptimist Club di Caserta.  Segui  l’evento in diretta sulla pagina Facebook della Rete per la Parità e in differita sul sito www.reteperlaparita.it

Roma –Giovedì 1 Ottobre – Parità di genere, responsabilità sociale d’impresa  e acquisti pubblici–ore 16.00-17.30. Rete per la Parità e Fondazione Ecosistemi. Segui l’evento in diretta su  https://global.gotomeeting.com/join/629765021 e in differita sul sito www.reteperlaparita.it

2019

Nola –27 maggio  – La violenza contro le donne: conoscerla, prevenirla, contrastarla – Rete per la Parità APS e Associazione Codice famiglia – ore 15-19 – Palazzo Orsini Leggi qui – QRcode

Caserta –31 maggio – Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni. Un territorio sostenibile – Dal passato al presente – ore 9.20- 13.30 – Belvedere di San Leucio –  Rete per la Parità  e Comune di Caserta in collaborazione con l’Università della Campania e Soroptimist Club di Caserta Leggi qui – QRcode

Catanzaro – 4 Giugno – Città e comunità sostenibili – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi. Sicuri. Duraturi e sostenibili – Teorie e best practices – Dipartimento di giurisprudenza. Economia e Sociologia – Università Magna Grecia – Campus località Germaneto

2018

Reggio Calabria -23 maggio Città sostenibile, città per le donne: pari opportunità e urbanistica di genere-  Rete per la Parità presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria Facoltà Architettura Leggi qui

2017 Roma -27 maggio  Il drone della parità. Un festival nel festival. Leggi qui

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La Rete per la Parità ha aderito all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile fin dalla fondazione nel 2016 e partecipa ai lavori dei gruppi per i vari obiettivi. Il gruppo di lavoro per l’Obiettivo 5 PARITA’ DI GENERE è coordinato da Rosanna Oliva de Conciliis.

Oggi 6 agosto 2020 è stata approvata la legge che definitivamente porterà la Puglia a votare con la doppia preferenza nelle prossime elezione regionali del 21 e 22 settembre.La legge è passata sia alla Camera che al Senato in tempi brevissimi e praticamente all’unanimità (2 soli voti contrari alla Camera).

Da non trascurare anche l’importanza della nota dell’Avvocatura generale dello Stato pervenuta durante i lavoriin Parlamento.

Questa positiva conclusione non può però far dimenticare il lungo e ostacolato percorso delle donne pugliesi partito nel 2010 e le pesanti responsabilità a livello regionale della maggioranza e della minoranza dell’attuale consigliaturae di quellaprecedente, presieduta da Vendola.

Manca nella legge l’inammissibilità delle liste che non rispettino l’equilibrio di genere e in teoria esiste il rischio che la doppia preferenza sia impraticabile limitatamente al caso della o delle liste con soli candidati uomini.Un’ipotesi che non si verificherà, come è facile pronosticare, ma ciò non toglie che rimane la necessità dell’integrazione della legge pugliese da applicare per le future elezioni.Ilnumero delle nuove consigliere elette a settembrenon sarà indicativoperchéla modifica èarrivata quando le liste erano già praticamente pronte. Toccherà ad elettrici ed elettori informarsi sulle candidature femminili e soprattutto votare donna.La parte maggiore spetterà alla Rai e ai mass mediapugliesi per assicurareuna corretta informazione sulla doppia preferenza.Questo provvedimento passerà alla storia dell’ordinamento in quanto è la prima volta che il Governo e il Parlamento si sostituiscono ad una Regione e incide sulla annosa e spinosa questione dell’autonomia regionale.Una vittoria delle donne, del Governo e del Parlamento, ma non solo: una vittoria della Costituzione.

Una vittoria ancora da completare perchèsarà necessario ottenere la modifica delle leggi elettorali delle Regioni e Province autonome che ne sono ancora prive, a partire dalla Sicilia, che finora non è stata mai considerata. Non mancherà anche in futuro il costante e approfondito impegno di Rete per la Parità e DonneinQuota insieme con le donnesingole e organizzate, le costituzionaliste e i pochi uomini illuminati.

Italia, 06.08.2020

Contatti: info@donneinquota.org–cell. 3356161043

IL GOVERNO INTRODUCE LA DOPPIA PREFERENZA

31 luglio 2020

Con il decreto legge che oggi il Governo ha approvato, le elettrici e gli elettori pugliesi che andranno alle urne dopo l’estate voteranno con le stesse modalità della maggior parte delle Regioni, nel rispetto della Costituzione e delle leggi nazionali.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Governo è intervenuto in un ordinamento regionale. Non potevano prevalere miseri interessi di bottega, a scapito di una norma anti-discriminatoria, senza la quale sarebbero state penalizzate ancora una volta le candidature femminili.

I pugliesi hanno diritto ad essere amministrati da una Giunta (oggi solo 1 donna su 9 assessori) e da un Consiglio regionale con più donne di quello uscente (solo 5 donne su 51).

 Dieci anni d’impegno delle coraggiose donne pugliesi, appoggiate da associazioni nazionali e locali, hanno portato a questo risultato il cui valore non è limitato al caso specifico e rappresenta più in generale un precedente importante per la ricerca del difficile equilibrio tra autonomia regionale e rispetto delle leggi nazionali.

Le donne, dalle Madri Costituenti alle pugliesi di oggi accomunate dalla lotta per il pieno stato giuridico delle donne, hanno dimostrato ancora una volta di essere “fattore di cambiamento”.

DonneinQuota  e Rete per Parità, impegnate da anni per l’approvazione di norme di garanzia di genere nelle leggi elettorali in Puglia e in altre Regioni, ringraziano il Presidente Conte, i Ministri Boccia e Bonetti e l’Intergruppo parlamentare per i diritti delle donne per l’importante risultato che lascia sperare nella soluzione della questione anche nelle Regioni finora inadempienti. Inclusa la Calabria le cui elezioni potrebbero essere annullate da un ricorso pendente per questo e altri motivi.

 

Rassegna stampa

Repubblica

Il Sole 24 Ore

Il Corriere della Sera

Il Fatto quotidiano

RAINews 

RAINews 2

tgcom24

Altro

Il corriere del giorno

tgcom24

 foggiatoday

COMUNICATO STAMPA

 No del Consiglio regionale  alla doppia preferenza in Puglia.

Una squallida vicenda la cui soluzione spetta ora al Governo nazionale.

 

Dovrà essere ll Consiglio dei Ministri, probabilmente nella riunione di oggi 29 luglio 2020, convocata per le ore 20, a risolvere la penosa vicenda che si è conclusa in Puglia stanotte alle 2,30 con la mancata approvazione della modifica alla legge elettorale regionale per l’introduzione della doppia preferenza d genere. Un nulla di fatto ha segnato il percorso che dalla moral suasion ha portato alla diffida del Governo alla Puglia.  E’ già pronto il decreto legge da approvare, che riguarderà anche le altre Regioni a statuto ordinario inadempienti: Calabria, e Piemonte. Lo aveva preannunciato ieri il  Ministro Boccia, durante l’incontro online con la  Rete per la Parità e DonneinQuota, che si è svolto  in contemporanea con la discussione in Consiglio della  Regione Puglia sulle modifiche alla legge elettorale. “L’incontro con il Ministro ha fatto seguito alle nostre varie attività di pressione svolte da circa un decennio accanto alle coraggiose donne pugliesi, e, in particolare, in questi ultimi mesi, all’invio della lettera del 30 ottobre 2019 alla Ministra Bonetti e al Ministro Boccia, con la quale abbiamo chiesto un loro intervento urgente affinché le Regioni ancora senza doppia preferenza si adeguassero prima di andare al voto.” Dichiara Donatella Martini, presidente di DonneinQuota. “Speriamo che l’azione congiunta della Ministra alle Pari Opportunità e del Ministro agli Affari Regionali e l’intervento dell’intero Governo pongano fine a questa penosa vicenda. In ogni caso andremo avanti anche se si dovesse prospettare un ricorso alla Corte costituzionale.” dichiara Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità, l’associazione che ha presentato propri atti d’intervento presso la Corte costituzionale a sostegno, nel 2016, del ricorso per l’attribuzione del cognome materno e, nel 2019, in difesa della Legge Merlin.

Non deve venir meno, secondo le due associazioni, la fiducia nelle Istituzioni democratiche, nonostante gli squallidi comportamenti di resistenza della Puglia, di altre Regioni e  di alcune Province autonome ad adeguarsi ai principi costituzionali e alle leggi nazionali. Con la diffida del Governo alla Puglia abbiamo avuto il primo esempio nella storia repubblicana in cui il Governo ha preannunciato che eserciterà  il proprio potere sostitutivo nei confronti delle Regioni. Questione da tempo all’attenzione della dottrina, che proprio in questi giorni è stata approfondita dalla costituzionalista Tania Groppi che ha esposto i motivi a favore di tale possibilità.

E’ dovere del Governo evitare un’ inaccettabile  frammentazione del sistema normativo a livello regionale. Ci si augura che nel Consiglio dei Ministri  l’obiettivo di dimostrare che l’Italia è una e indivisibile prevalga sulle tensioni derivanti dall’imminente campagna elettorale che vede proprio in Puglia le forze di Governo presentarsi con candidati diversi. L’Italia è nazione dal 1860 e i consiglieri pugliesi farebbero bene a ricordarselo. Non hanno neanche considerato che questo tentativo di mantenere la politica esclusivamente in mani maschili costituisce un autogol: finisce, infatti, per rafforzare le polemiche e le perplessità provocate in questa fase di pandemia in merito alle competenze regionali e, in particolare, a quella della Sanità.

Italia, 28.07.2020

 Donatella Martini e Rosanna Oliva Associazioni DonneinQuota e Rete per la Parità.

Contatti: info@donneinquota.org   cell. 3356161043.

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La Rete per la Parità e Donne in Quota per la doppia preferenza anche in Puglia dove si voterà a settembre.

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La Rete per la Parità ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri di adoperarsi per una composizione paritaria, prendendo l’esempio dalla straordinaria impresa della Presidente Ursula von der Layen che è riuscita ad ottenere una Commissione Europea composta al 50% da donne e uomini.

Al Presidente del Consiglio dei  Ministri

Prof.  Avv.to Giuseppe Conte

Oggetto: Richiesta Stati generali paritari

Egregio Presidente del Consiglio,

 abbiamo accolto con soddisfazione la notizia della convocazione degli Stati generali dell’economia e stiamo seguendo con interesse i vari aggiornamenti.

  Le numerose giornate dedicate agli incontri con le parti sociali potranno consentire di dare voce e spazio in maniera equilibrata sia a uomini che a donne.

  Sappiamo che non dipende da Lei la composizione delle delegazioni ma va ricordato che la nuova Commissione dell’Unione Europea, presieduta da una donna, è per la prima volta paritaria e che la Presidente Ursula von der Leyen, che peraltro parteciperà alla seconda giornata degli Stati Generali, è riuscita ad ottenere questo risultato perché ha chiesto ai Governi di proporre due candidati di sesso diverso.

 Ci auguriamo che anche lei, che ritiene importante l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, metta in atto lo stesso meccanismo e si adoperi per ottenere il risultato in questa importante occasione e in tutte quelle che seguiranno, con la stessa determinazione della Presidente von der Leyen.

 Non accettiamo il falso alibi che le donne non ci sono, basti ricordare che da tempo è stato pubblicato un elenco di 100 esperte nel settore dell’economia (https://100esperte.it/search?area=Economia%20e%20finanza) così come non mancano donne preparate e competenti nei partiti, nei sindacati, nel CNEL e impegnate come società civile nell’associazionismo.

 

 La democrazia paritaria è la premessa non solo per migliorare la condizione delle donne italiane e far uscire l’Italia dalla posizione di fanalino di coda nella graduatoria della condizione femminile ma anche  per la necessaria svolta nell’economia nazionale che potrà avvenire solo grazie al contributo di tutte le energie e competenze del Paese.

Le donne devono essere messe nella condizione di impegnarsi e continuare a contribuire in ogni settore, come è stato durante l’emergenza.

Lo stesso Il Piano Colao dedica la giusta attenzione alle questioni di genere, necessario presupposto per affrontare i problemi creati dalla pandemia e auspica un vero e proprio «salto culturale» a livello istituzionale perché la parità tra uomini e donne nei processi decisionali concretizzi un auspicabile cambiamento della cultura organizzativa del nostro Paese.

Ci auguriamo che non sia necessaria anche in questo caso una reazione come quella provocata dalla composizione non equilibrata della task force e di soli uomini nel Comitato tecnico-scientifico, che ha visto la mobilitazione di associazioni, della società civile, dei media, di comitati costituiti ad hoc, e di parlamentari della Camera e del Senato e che comunque non ha consentito alle donne neppure di  raggiungere la massa critica come rappresentanza di genere.

Roma, 11 giugno 2020

 La Presidente –  Rosa Oliva

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Gentile  Commissaria,

Abbiamo accolto con molto interesse la notizia della Sua  partecipazione alla prima giornata degli Stati generali dell’Economia, perché la sua presenza, insieme con le altre alte cariche dell’UE, favorisce la volontà del Governo di  impostare le politiche dell’Italia,  uno dei Paesi fondatori,  nel quadro e nel segno dell’Unione.

Inoltre, come Rete  impegnata da tempo per ottenere anche in Italia la presenza paritaria delle donne, spesso abbiamo portato i dati degli altri Paesi per dare forza alle nostre richieste e abbiamo utilizzato anche in questa occasione l’esempio della nuova Commissione europea, presieduta da Lei e composta al 50 e 50 da uomini e donne.

La lettera che abbiamo indirizzato al Presidente del Consiglio è pubblicata sul nostro sito ed è stata diffusa sui social.

La ringraziamo.

  La presidente – Rosa Oliva

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Dear Prime Minister,

we welcomed the news of your call of Stati Generali of the economy and we are following the updates with interest.

  The several days dedicated to meetings with the social partners will allow you to give voice and space in a balanced way to both men and women.

  We know that the composition of the delegations does not depend on you but we remind you that the new European Union Commission, chaired by a woman, is equal for the first time and that President Ursula von der Leyen, who will also participate to the second day of your Stati Generali,  managed to achieve this result because she asked governments to propose two candidates of different sex.

As you believe that Italian membership of the European Union is important, we hope that you too will put in place the same mechanism and work to achieve the same result on this important occasion and in all those that will follow, with the same determination as President von der Leyen.

 We do not accept the false alibi that women are not there, just remember that a list of 100 experts in the sector of the economy has been published for some time (https://100esperte.it/search?area=Economia%20e%20finanza) so as there are women prepared and competent in parties, unions, in CNEL and engaged as civil society in associations.

Equal democracy is the premise not only to improve the condition of Italian women and to bring Italy out of the position of tail light in the ranking for female condition but also for the necessary turning point in the national economy that can only take place thanks to the contribution of all the energies and skills of the country.

Women must be empowered to engage and continue to contribute in every sector, as was the case during the emergency.

The same Colao Plan pays the right attention to gender issues, a necessary prerequisite for tackling the problems created by the pandemic and hopes for a real “cultural leap” at institutional level so that equality between men and women in decision-making processes brings about a desirable change of the organizational culture of our country.

We hope that in this case too a reaction such as that caused by the unbalanced composition of the task force and only men on the Technical-scientific Committee, which has seen the mobilization of associations, civil society, the media, and committees set up is not necessary ad hoc, and of parliamentarians of the Chamber and of the Senate and which in any case did not allow women to even reach the critical mass as a gender representation.

 

La storia degli Stati generali – Leggi qui

Il Piano Colao dedica la giusta attenzione alla questioni di genere, necessario presupposto per affrontare i problemi creati dalla pandemia. Le donne saranno messe in condizione di impegnarsi e continuare a contribuire in ogni settore, come è stato durante l’emergenza.

Per quanto riguarda la parità di genere, il Comitato ritiene necessario investire con decisione nella valorizzazione delle risorse femminili e propone azioni in quattro diversi ambiti:
– Il contrasto agli stereotipi di genere tramite azioni diversificate sul piano culturale, che agiscano fin dalle scuole primarie, riguardanti la pubblicità, i libri di testo, e l’educazione finanziaria.
– Il sostegno e lo sviluppo della partecipazione delle donne al lavoro, promuovendo la trasparenza sui livelli di impiego e retributivi tipici di uomini e donne, adottando quote di genere che garantiscano la partecipazione a organi apicali e consultivi e integrando la valutazione di impatto di genere (c.d. VIG) nei processi decisionali.
-La conciliazione dei tempi di vita e il sostegno alla genitorialità, lanciando un piano nazionale per lo sviluppo dei nidi pubblici e privati, incentivando gli strumenti di welfare aziendale e lo sviluppo di professionalità dedicate al work-life balance, operando la riforma dei congedi parentali e di paternità, e quella delle detrazioni fiscali per i figli e i bonus verso un assegno unico.
-Il sostegno per le donne vittime di violenza, quale ad esempio l’istituzione del reddito di libertà, l’accompagnamento all’inserimento nel mondo del lavoro e il rafforzamento dei centri anti-violenza, delle case rifugio. Per quanto riguarda bambini, ragazzi e giovani, il Comitato propone interventi puntuali a protezione di bambini e adolescenti in condizioni di povertà e/o vittime di violenza, quali l’istituzione di un fondo di contrasto alla povertà alimentare minorile, l’istituzione di una “dote educativa” (connessa ad un piano educativo di sostegno personalizzato) e il potenziamento del Servizio Civile.

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