Lunedì 8 novembre 2021, ore 15.00-18 – Sala Zuccari
Presso Senato della Repubblica

Un titolo eloquente quello del convegno promosso da Rete per la Parità, CNDI e InterClubZontaItalia, su iniziativa della Sen.ce Valeria Fedeli, per sottolineare la necessità di intervenire in favore della tutela dell’identità e del principio della pari dignità e uguaglianza tra i sessi.
Nell’aprire i lavori, Valeria Fedeli ha affermato: “Il cognome materno è importante perché costruisce parte dell’identità di ogni figlia e di ogni figlio. Credo che si debba arrivare a una svolta in questo Paese, dentro tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ed è questo il lavoro che stiamo facendo come Intergruppo di senatrici, per arrivare a un testo condiviso di attuazione della sentenza della Consulta. A cinque anni dall’intervento della Corte costituzionale credo che sia il momento di accelerare e di produrre questo risultato legislativo”.
“La Riforma del cognome è uno degli obiettivi compresi nelle linee guida della Rete per la Parità per contrastare l’invisibilità delle donne” ha aggiunto la Presidente della Rete per la Parità Rosanna Oliva de Conciliis. “Per eliminare un’inaccettabile discriminazione contro le donne è necessario, come previsto dalla maggior parte delle proposte di riforma presentate alla Camera e al Senato, modificare la norma secondo la quale la donna coniugata aggiunge al proprio il cognome del marito. Porta fuori strada considerare centrale solo il tema riguardante il rispetto della parità uomo-donna, che ci sta molto a cuore. Tema centrale è la tutela dell’identità personale, principio fondamentale sancito dall’art. 2 della Costituzione e questo principio riguarda tutte e tutti, uomini e donne ed è necessario per non perpetuare un dannoso stereotipo alle nuove generazioni”.
Da tutti gli interventi sono emersi segnali positivi, in particolare l’impegno per calendarizzare il Ddl “con il concorso di tutte le forze parlamentari entro questa legislatura” come ha sottolineato nel suo messaggio di apertura dei lavori, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Parole cariche di speranza da parte dei due Ministri intervenuti in sala, Federico D’Incà ed Elena Bonetti e del Prefetto Claudio Sgaraglia, in rappresentanza della Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Il primo ha assicurato che favorirà l’esame e la calendarizzazione del Ddl, nel rispetto dell’autonomia del Parlamento. Per Elena Bonetti la battaglia per il secondo cognome non è “solo questione di giustizia ma anche e soprattutto di civiltà”. Il Prefetto Claudio Sgaraglia ha rappresentato la massima disponibilità del Ministero a modificare le procedure attualmente previste non appena sarà approvata la riforma tanto attesa. Nelle more si è offerto come punto di riferimento per aiutare a risolvere, sul piano interpretativo ed applicativo, le criticità procedurali rilevate.
Antonella Anselmo, Avvocata della Rete per la Parità ha auspicato che i semi gettati oggi nel terreno possano presto germogliare nella sede parlamentare. Il diritto al nome e alla certezza identitaria è un punto focale nella declinazione del concetto di dignità della persona, occorre sradicare le radici del patriarcato e riconoscere automaticamente il diritto al doppio cognome.
L’Avvocata Susanna Schivo dell’InterClubZontaItalia e patrocinante dei genitori attori del ricorso davanti alla Corte costituzionale ha posto l’accento sulla necessità di far conoscere ai futuri genitori le possibilità offerte dalla sentenza della Corte costituzionale del 2016 e di garantire la corretta e piena applicazione. Ha citato situazioni a lei segnalate che richiedono chiarimenti per impedire che siano riconosciuti diritti che non possono essere esercitati.
Carla Bassu, docente di diritto comparato dell’Università di Sassari, ha evidenziato come l’automatismo dell’attribuzione del solo cognome paterno sia in contrasto con vari articoli costituzionali. E come sia retaggio di una visione patriarcale che, di fatto, ancora esprime il passaggio dalla tutela paterna a quella maritale, in una condizione di sostanziale sudditanza. Il fatto che il cognome della madre non possa essere trasmesso salvo richiesta dei genitori viola anche il diritto alla identità dei figli e costituisce una delle più gravi discriminazioni sostanziali.
La promotrice della sentenza 286/2016 Manuela Magalhães ha sostenuto che la condizione delle donne ha un’importanza fondamentale e che il doppio cognome riconosce la parità tra genitori.
Anna Finocchiaro, Presidente di Italiadecide e già Ministra per le Pari Opportunità, ha inviato un messaggio sostenendo che la questione del ruolo e della funzione che le donne svolgono nella società italiana e nelle relazioni familiari, è di rilievo e significato particolari in questo tempo in cui la questione identitaria è oggetto di confronto.
La dottoressa Linda Laura Sabbadini, Chair W20 e Direttrice ISTAT, tenuto conto del fatto che c’è grande disinformazione sul tema, ha evidenziato l’importanza di conoscere i dati sulle coppie che hanno chiesto di aggiungere il cognome materno e di quelle che a questo scopo hanno chiesto il cambio di cognome perché da tali numeri si potrà capire quanto ci sia necessità di informare i genitori.
Unanimità di impegno anche da parte dell’Intergruppo delle senatrici, per il quale sono intervenute Donatella Conzatti, Loredana De Petris, Alessandra Maiorino e Simona Malpezzi.

Una rivoluzione copernicana o solo un miraggio? La risposta arriverà entro questa legislatura?

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Nella Costituzione italiana il lavoro posto a base della Repubblica non è fine in sé, come scrisse Costantino Mortati, o mero strumento di guadagno, ma mezzo di affermazione della personalità del singolo, garanzia di sviluppo delle capacità umane e del loro impiego.

Il 23 giugno 2021 si conclude il ciclo di celebrazioni promosse dal Comitato Promotore 603360 che la Rete per la Parità, nel 2020, anno del decimo anniversario della sua fondazione, ha lanciato, su iniziativa della Presidente Rosanna Oliva de Conciliis, di Daniela Monaco e di Carla Mazzuca.
In questa data è stato organizzato, da “Paolo Galizia-History and Liberty” Foundation, l’evento “Differenze di genere in alcuni SSD dell’Area giuridica” presso la Sala delle Lauree di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza, online su piattaforma Zoom, sul sito di Radio Radicale, sul canale youtube Sapienza MasterParlamenti e sui profili Facebook Fulco Lanchester e Masterparlamenti.

Come già avvenne nel 2010 per i cinquant’anni, si sono svolti numerosi eventi per celebrare i sessant’anni della sentenza della Corte costituzionale n. 33 del 13 maggio 1960, che eliminò le discriminazioni contro le donne nelle principali carriere pubbliche. Non formali celebrazioni ma occasioni per riflettere sull’attualità, con uno sguardo al passato ma proiettato verso il futuro, e individuare le strategie utili al raggiungimento degli obiettivi riguardanti la parità formale e sostanziale tra i sessi.

La pausa imposta dall’emergenza sanitaria ha obbligato a estendere gli eventi al 2021.

Come dieci anni fa, gli eventi sono stati organizzati da Organismi, Università, Associazioni, Enti ai quali ci accomuna la consapevolezza che, nonostante tanti successi, ancora la Parità è lontana. In particolare, le donne ancora sono sottoccupate e sottopagate e le loro carriere sono ostacolate.

L’esperienza di questi anni ha dimostrato la validità delle tre linee guida individuate dalla Rete per la Parità sin dalla fondazione e confermate dal Comitato Scientifico, per arrivare alla parità formale e sostanziale sancita dalla nostra Costituzione, obiettivo da perseguire anche in forza di numerose norme e convenzioni comunitarie e internazionali.

Mai più portatrici d’acqua
Per la presenza di donne qualificate nelle assemblee elettive e nei luoghi decisionali.
Mai più donne invisibili
Per liberare le donne italiane dal Burka mediatico e per assicurare il diritto all’identità di tutte e tutti attraverso l’attribuzione del doppio cognome.
Mai più discriminate sul lavoro
Contro le discriminazioni nell’accesso, nelle carriere e nelle retribuzioni, e contro ogni forma di violenza economica.


La Riforma del Cognome

Sabato 7 novembre 2020, ore 11.30-13.00

la-riforma-del-cognome

A quattro anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286 dell’8 novembre 2016 sul cognome materno

l’Italia è ancora priva della riforma, ritenuta indifferibile dalla Corte costituzionale.

 

Come nei precedenti tre anni, la Rete per la Parità, il CNDI-Consiglio Nazionale delle Donne Italiane e InterClub Zonta Italia organizzano un’iniziativa sul tema. L’evento è inserito tra le celebrazioni promosse dal Comitato 603360, lanciato per ricordare i 60 anni di un’altra importante sentenza della Corte costituzionale, la n. 33 del 1960, che aprì alle donne le principali carriere pubbliche.

 

Introduce e modera:

Rosanna Oliva de Conciliis – Presidente della Rete per la Parità APS

Saluti:

Daniela Monaco – Presidente del CNDI e Angela Tassara – Presidente dell’InterClubZontaItalia.

Sono stati invitati:

Elena Bonetti – Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Fabiana Dadone – Ministra per la Pubblica Amministrazione, Federico D’Incà – Ministro Per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Luciana Lamorgese – Ministra dell’Interno, Valeria Valente – Senatrice e Presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, le Parlamentari e i Parlamentari primi firmatari delle proposte di riforma.

Intervengono:

Antonella Anselmo – avvocata della Rete per la Parità, Carla Bassu – prof. associata di diritto pubblico comparato uniss, Anna Finocchiaro – presidente di italiadecide e già Ministra per le pari opportunità, Marcello Galli e Manuela Magalhães – genitori attori della sentenza della Corte costituzionale 286/2016,

Susanna Schivo – avvocata patrocinante i genitori attori.

 

Evento online in diretta su Teams, su Facebook @reteperlaparita e sul sito reteperlaparita.it

Inoltre sulla challenge #lariformadelcognome è già possibile condividere le proprie ragioni con un breve video. https://www.facebook.com/reteperlaparita/photos/a.903459956403779/3314553291961088/

Per saperne di più leggi qui

 

Assistenza tecnica: Francesco Atanasio Carolei

Assistenza per i collegamenti in diretta: Donatella Donato, cell. 3490808986, e-mail. ddonato10@gmail.com

Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni.

Disponibilità di diritti e disponibilità di risorse, tra emergenza e normalità.

Caserta, Lunedì 5 ottobre 2020, h. 10.00-12.00 Istituto “F. Giordani”, Via Laviano n.18

Seminario

Per un futuro sostenibile donne e giovani generazioni devono avere pari opportunità. Il Goal 5- Parità di genere, interconnesso con tutti gli altri, consente di raggiungere tutti i 17 Obiettivi  dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. A confronto, in prosecuzione dell’evento dello scorso anno, esperienze e letture critiche della formazione, della giustizia, della società civile e dell’associazionismo. Di nuovo saranno coinvolte le scuole per dare voce a studenti e studentesse, legittimi misuratori di sostenibilità.

Clicca qui per  seguire l’evento in diretta su Microsoft Teams.

 

Eventi dedicati al Goal 5 nei Festival ASviS

Organizzati dal Gruppo di lavoro per l’obiettivo 5- Parità di genere

2020 Roma – Martedì 29 settembre – Evento nazionale – Come contrastare la violenza economica sulle donne: l’innovazione dà una mano? – ore 17.00-18.30 – Auditorium MACRO Via Nizza 138 – Roma Segui l’evento su festivalsvilupposostenibile.it

2019 Roma –29 Maggio – Evento nazionale – donne invisibili verso Pechino +25. A che punto siamo in Italia – ore 14.00-18.30 – Parlamentino Cnel – Viale David Lubin 2  Leggi qui – Scarica il programma

2018 Milano-25 maggio –  Diritti delle donne – Diritti umani. Come l’Italia adempie agli obblighi internazionali. organizzato da DonneinQuota con Città Metropolitana di Milano, Rete per la Parità, Giuristi Democratici, Coordinamento italiano della Lobby europea delle donne, INWR, CRICG. Leggi qui

Organizzati dalla Rete per la Parità

2020

 Caserta – Lunedì 5 ottobre – Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni. Disponibilità di diritti e disponibilità di risorse, tra emergenza e normalità – ore  10.00-12.00 Istituto “F. Giordani”, Via Laviano n.18 e online – Seminario. Rete per la Parità  e Università della Campania in collaborazione con  Soroptimist Club di Caserta.  Segui  l’evento in diretta sulla pagina Facebook della Rete per la Parità e in differita sul sito www.reteperlaparita.it

Roma –Giovedì 1 Ottobre – Parità di genere, responsabilità sociale d’impresa  e acquisti pubblici–ore 16.00-17.30. Rete per la Parità e Fondazione Ecosistemi. Segui l’evento in diretta su  https://global.gotomeeting.com/join/629765021 e in differita sul sito www.reteperlaparita.it

2019

Nola –27 maggio  – La violenza contro le donne: conoscerla, prevenirla, contrastarla – Rete per la Parità APS e Associazione Codice famiglia – ore 15-19 – Palazzo Orsini Leggi qui – QRcode

Caserta –31 maggio – Pari opportunità per le donne e per le giovani generazioni. Un territorio sostenibile – Dal passato al presente – ore 9.20- 13.30 – Belvedere di San Leucio –  Rete per la Parità  e Comune di Caserta in collaborazione con l’Università della Campania e Soroptimist Club di Caserta Leggi qui – QRcode

Catanzaro – 4 Giugno – Città e comunità sostenibili – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi. Sicuri. Duraturi e sostenibili – Teorie e best practices – Dipartimento di giurisprudenza. Economia e Sociologia – Università Magna Grecia – Campus località Germaneto

2018

Reggio Calabria -23 maggio Città sostenibile, città per le donne: pari opportunità e urbanistica di genere-  Rete per la Parità presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria Facoltà Architettura Leggi qui

2017 Roma -27 maggio  Il drone della parità. Un festival nel festival. Leggi qui

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La Rete per la Parità ha aderito all’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile fin dalla fondazione nel 2016 e partecipa ai lavori dei gruppi per i vari obiettivi. Il gruppo di lavoro per l’Obiettivo 5 PARITA’ DI GENERE è coordinato da Rosanna Oliva de Conciliis.

Oggi 6 agosto 2020 è stata approvata la legge che definitivamente porterà la Puglia a votare con la doppia preferenza nelle prossime elezione regionali del 21 e 22 settembre.La legge è passata sia alla Camera che al Senato in tempi brevissimi e praticamente all’unanimità (2 soli voti contrari alla Camera).

Da non trascurare anche l’importanza della nota dell’Avvocatura generale dello Stato pervenuta durante i lavoriin Parlamento.

Questa positiva conclusione non può però far dimenticare il lungo e ostacolato percorso delle donne pugliesi partito nel 2010 e le pesanti responsabilità a livello regionale della maggioranza e della minoranza dell’attuale consigliaturae di quellaprecedente, presieduta da Vendola.

Manca nella legge l’inammissibilità delle liste che non rispettino l’equilibrio di genere e in teoria esiste il rischio che la doppia preferenza sia impraticabile limitatamente al caso della o delle liste con soli candidati uomini.Un’ipotesi che non si verificherà, come è facile pronosticare, ma ciò non toglie che rimane la necessità dell’integrazione della legge pugliese da applicare per le future elezioni.Ilnumero delle nuove consigliere elette a settembrenon sarà indicativoperchéla modifica èarrivata quando le liste erano già praticamente pronte. Toccherà ad elettrici ed elettori informarsi sulle candidature femminili e soprattutto votare donna.La parte maggiore spetterà alla Rai e ai mass mediapugliesi per assicurareuna corretta informazione sulla doppia preferenza.Questo provvedimento passerà alla storia dell’ordinamento in quanto è la prima volta che il Governo e il Parlamento si sostituiscono ad una Regione e incide sulla annosa e spinosa questione dell’autonomia regionale.Una vittoria delle donne, del Governo e del Parlamento, ma non solo: una vittoria della Costituzione.

Una vittoria ancora da completare perchèsarà necessario ottenere la modifica delle leggi elettorali delle Regioni e Province autonome che ne sono ancora prive, a partire dalla Sicilia, che finora non è stata mai considerata. Non mancherà anche in futuro il costante e approfondito impegno di Rete per la Parità e DonneinQuota insieme con le donnesingole e organizzate, le costituzionaliste e i pochi uomini illuminati.

Italia, 06.08.2020

Contatti: info@donneinquota.org–cell. 3356161043

IL GOVERNO INTRODUCE LA DOPPIA PREFERENZA

31 luglio 2020

Con il decreto legge che oggi il Governo ha approvato, le elettrici e gli elettori pugliesi che andranno alle urne dopo l’estate voteranno con le stesse modalità della maggior parte delle Regioni, nel rispetto della Costituzione e delle leggi nazionali.

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Governo è intervenuto in un ordinamento regionale. Non potevano prevalere miseri interessi di bottega, a scapito di una norma anti-discriminatoria, senza la quale sarebbero state penalizzate ancora una volta le candidature femminili.

I pugliesi hanno diritto ad essere amministrati da una Giunta (oggi solo 1 donna su 9 assessori) e da un Consiglio regionale con più donne di quello uscente (solo 5 donne su 51).

 Dieci anni d’impegno delle coraggiose donne pugliesi, appoggiate da associazioni nazionali e locali, hanno portato a questo risultato il cui valore non è limitato al caso specifico e rappresenta più in generale un precedente importante per la ricerca del difficile equilibrio tra autonomia regionale e rispetto delle leggi nazionali.

Le donne, dalle Madri Costituenti alle pugliesi di oggi accomunate dalla lotta per il pieno stato giuridico delle donne, hanno dimostrato ancora una volta di essere “fattore di cambiamento”.

DonneinQuota  e Rete per Parità, impegnate da anni per l’approvazione di norme di garanzia di genere nelle leggi elettorali in Puglia e in altre Regioni, ringraziano il Presidente Conte, i Ministri Boccia e Bonetti e l’Intergruppo parlamentare per i diritti delle donne per l’importante risultato che lascia sperare nella soluzione della questione anche nelle Regioni finora inadempienti. Inclusa la Calabria le cui elezioni potrebbero essere annullate da un ricorso pendente per questo e altri motivi.

 

Rassegna stampa

Repubblica

Il Sole 24 Ore

Il Corriere della Sera

Il Fatto quotidiano

RAINews 

RAINews 2

tgcom24

Altro

Il corriere del giorno

tgcom24

 foggiatoday

COMUNICATO STAMPA

 No del Consiglio regionale  alla doppia preferenza in Puglia.

Una squallida vicenda la cui soluzione spetta ora al Governo nazionale.

 

Dovrà essere ll Consiglio dei Ministri, probabilmente nella riunione di oggi 29 luglio 2020, convocata per le ore 20, a risolvere la penosa vicenda che si è conclusa in Puglia stanotte alle 2,30 con la mancata approvazione della modifica alla legge elettorale regionale per l’introduzione della doppia preferenza d genere. Un nulla di fatto ha segnato il percorso che dalla moral suasion ha portato alla diffida del Governo alla Puglia.  E’ già pronto il decreto legge da approvare, che riguarderà anche le altre Regioni a statuto ordinario inadempienti: Calabria, e Piemonte. Lo aveva preannunciato ieri il  Ministro Boccia, durante l’incontro online con la  Rete per la Parità e DonneinQuota, che si è svolto  in contemporanea con la discussione in Consiglio della  Regione Puglia sulle modifiche alla legge elettorale. “L’incontro con il Ministro ha fatto seguito alle nostre varie attività di pressione svolte da circa un decennio accanto alle coraggiose donne pugliesi, e, in particolare, in questi ultimi mesi, all’invio della lettera del 30 ottobre 2019 alla Ministra Bonetti e al Ministro Boccia, con la quale abbiamo chiesto un loro intervento urgente affinché le Regioni ancora senza doppia preferenza si adeguassero prima di andare al voto.” Dichiara Donatella Martini, presidente di DonneinQuota. “Speriamo che l’azione congiunta della Ministra alle Pari Opportunità e del Ministro agli Affari Regionali e l’intervento dell’intero Governo pongano fine a questa penosa vicenda. In ogni caso andremo avanti anche se si dovesse prospettare un ricorso alla Corte costituzionale.” dichiara Rosanna Oliva de Conciliis, presidente della Rete per la Parità, l’associazione che ha presentato propri atti d’intervento presso la Corte costituzionale a sostegno, nel 2016, del ricorso per l’attribuzione del cognome materno e, nel 2019, in difesa della Legge Merlin.

Non deve venir meno, secondo le due associazioni, la fiducia nelle Istituzioni democratiche, nonostante gli squallidi comportamenti di resistenza della Puglia, di altre Regioni e  di alcune Province autonome ad adeguarsi ai principi costituzionali e alle leggi nazionali. Con la diffida del Governo alla Puglia abbiamo avuto il primo esempio nella storia repubblicana in cui il Governo ha preannunciato che eserciterà  il proprio potere sostitutivo nei confronti delle Regioni. Questione da tempo all’attenzione della dottrina, che proprio in questi giorni è stata approfondita dalla costituzionalista Tania Groppi che ha esposto i motivi a favore di tale possibilità.

E’ dovere del Governo evitare un’ inaccettabile  frammentazione del sistema normativo a livello regionale. Ci si augura che nel Consiglio dei Ministri  l’obiettivo di dimostrare che l’Italia è una e indivisibile prevalga sulle tensioni derivanti dall’imminente campagna elettorale che vede proprio in Puglia le forze di Governo presentarsi con candidati diversi. L’Italia è nazione dal 1860 e i consiglieri pugliesi farebbero bene a ricordarselo. Non hanno neanche considerato che questo tentativo di mantenere la politica esclusivamente in mani maschili costituisce un autogol: finisce, infatti, per rafforzare le polemiche e le perplessità provocate in questa fase di pandemia in merito alle competenze regionali e, in particolare, a quella della Sanità.

Italia, 28.07.2020

 Donatella Martini e Rosanna Oliva Associazioni DonneinQuota e Rete per la Parità.

Contatti: info@donneinquota.org   cell. 3356161043.

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La Rete per la Parità e Donne in Quota per la doppia preferenza anche in Puglia dove si voterà a settembre.

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