Si terrà mercoledì 8 novembre alle ore 10, presso la Sala Igea dell’Istituto Treccani, il convegno Riforma organica del cognome: sette anni non sono bastati organizzato da italiadecide e Rete per la Parità, per denunciare la mancata approvazione della riforma organica del doppio cognome. Qui la locandina.

A distanza di sette anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale n. 286/2016 e di quasi due anni dalla sentenza n. 131/2022 il Legislatore non ha ancora approvato la Riforma necessaria per allineare l’ordinamento all’aboli-zione del patronimico, dichiarato in contrasto con la Costituzione.

Il convegno sarà l’occasione per approfondire con esperte/i, parlamentari, associazioni, le modifiche necessarie, comprese quelle del cognome della donna coniugata, per rispettare i principi fondamentali della tutela dell’identità e della parità tra i sessi sanciti dalla Costituzione. Vedi gli atti del Convegno a Milano del 30 settembre 2022.

L’evento potrà anche essere seguito in diretta streaming sul Canale YouTube Treccani Channel, su Radio Radicale e sull’evento Facebook.

A settantacinque anni dalla nascita della Repubblica e dal voto delle donne italiane sul referendum e per l’elezione dell’Assemblea costituente, con un concerto dell’Artemisia Trio, l’AGIMUS – Associazione Giovanile Musicale, il Museo Nazionale degli Strumenti musicali di Roma e la Rete per la Parità hanno ricordato l’anniversario della storica sentenza n. 33/1960 che eliminò le discriminazioni contro le donne nelle principali carriere pubbliche.

All’evento ha partecipato un folto numero di persone, tra le quali molte della Rete per la Parità.

La Direttrice del Museo, Arch. Sonia Martone, ha curato l’organizzazione, guidato la visita al Museo e introdotto il concerto ricordando le 21 Madri costituenti raffigurate nelle slide proiettate in sala.

Il Trio ha eseguito numerosi brani introdotti dalle tre musiciste, Elisabetta Berto – cantante e autrice di testi, Iolanda Zignani – flauto e Daniela Brandi – pianoforte.

E’ stata l’occasione per far conoscere anche la formale richiesta della Rete per la Parità al Parlamento, di approvare la riforma del cognome, inviata a un anno dalla sentenza n. 131/2022 della Corte costituzionale. Un segnale di come sia ancora ostacolato il cammino verso la piena parità formale e sostanziale uomo/donna nell’ambito della completa attuazione della Costituzione. Tanti i risultati finora raggiunti ma ancora troppi gli anni necessari per realizzare l’obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030: l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze.

Dopo il concerto è stato offerto dall’UMAO – Unione Mediterranea Assaggiatori Olio un assaggio guidato che ha permesso ai presenti di conoscere le caratteristiche dell’olio extravergine di oliva e diventare consumatori e consumatrici consapevoli di questa eccellenza della cucina mediterranea.

Ecco il servizio sull’evento trasmesso su Rai News 24.

Un evento per celebrare il 63.mo anniversario della sentenza della Corte costituzionale che eliminò le discriminazioni per l’accesso alle principali carriere pubbliche, in una data significativa, in quanto il 2 giugno 1946 le donne italiane hanno potuto esprimere il loro voto per il referendum e per l’elezione dell’Assemblea costituente.

Programma
Visita al Museo guidata dalla Direttrice Dott.Arch. Sonia Martone.
A seguire, presso l’Auditorium del Museo, si esibiràl’Artemisia Trio con canzoni, brani e parole sull’altra metà del cielo. Voce Elisabetta Berto, Flauto Iolanda Zignani, Pianoforte Daniela Brandi.

Evento gratuito. Parcheggio.

Per prenotarsi: inviare mail a: dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.ti oppure segreteria.reteperlaparita@gmail.com

La Rete per la Parità e alcune delle associazioni aderenti partecipano al Festival ASviS dello Sviluppo Sostenibile 2023. Preziosa occasione per appronfondire le diverse tematiche legate all’Agenda ONU 2030.

Rete per la Parità – 10 maggio, ore 10, Napoli – “Buone pratiche territoriali per l’eguaglianza di genere. Focus su disuguaglianze e differenze tra e nei territori”. Evento nazionale organizzato dal GdL 5 con l’intervento di Rosanna Oliva de Conciliis. Per partecipare di persona: link. Per seguire l’evento online sul sito, sulla pagina Facebook dell’ASviS e sul canale Youtube dell’ASviS.

Rete per la Parità – 19 maggio ore 16 – “Sport e parità di genere: culture a confronto” con FICLU, Alef e Comitato Nazionale Italiano Fair Play. Per seguire l’evento online: link oppure segui la diretta su facebook cliccando qui

Soroptimist International d’Italia – 9 maggio ore 15, Napoli – “La città che vorrei. La mappa del futuro (sostenibile) disegnata dalle donne”. É un percorso in cinque tappe di eventi nel mese di maggio (Napoli 9, Bologna 12, Milano 16, Torino 18, Roma 24) per portare i temi della sostenibilità nei territori. Per seguire l’evento online: Sito web, Facebook.

Si terrà venerdì 30 settembre 2022 alle ore 17, presso Palazzo Moriggia – Sala Conferenze, via Borgonuovo 23 – Milano, il Convegno Doppio cognome “Mai più denunce di nascita presentate dal solo padre – La sentenza della Corte costituzionale per la parità di genere” organizzato con la Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano.

Lunedì 8 novembre 2021, ore 15.00-18 – Sala Zuccari
Presso Senato della Repubblica

Un titolo eloquente quello del convegno promosso da Rete per la Parità, CNDI e InterClubZontaItalia, su iniziativa della Sen.ce Valeria Fedeli, per sottolineare la necessità di intervenire in favore della tutela dell’identità e del principio della pari dignità e uguaglianza tra i sessi.
Nell’aprire i lavori, Valeria Fedeli ha affermato: “Il cognome materno è importante perché costruisce parte dell’identità di ogni figlia e di ogni figlio. Credo che si debba arrivare a una svolta in questo Paese, dentro tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ed è questo il lavoro che stiamo facendo come Intergruppo di senatrici, per arrivare a un testo condiviso di attuazione della sentenza della Consulta. A cinque anni dall’intervento della Corte costituzionale credo che sia il momento di accelerare e di produrre questo risultato legislativo”.
“La Riforma del cognome è uno degli obiettivi compresi nelle linee guida della Rete per la Parità per contrastare l’invisibilità delle donne” ha aggiunto la Presidente della Rete per la Parità Rosanna Oliva de Conciliis. “Per eliminare un’inaccettabile discriminazione contro le donne è necessario, come previsto dalla maggior parte delle proposte di riforma presentate alla Camera e al Senato, modificare la norma secondo la quale la donna coniugata aggiunge al proprio il cognome del marito. Porta fuori strada considerare centrale solo il tema riguardante il rispetto della parità uomo-donna, che ci sta molto a cuore. Tema centrale è la tutela dell’identità personale, principio fondamentale sancito dall’art. 2 della Costituzione e questo principio riguarda tutte e tutti, uomini e donne ed è necessario per non perpetuare un dannoso stereotipo alle nuove generazioni”.
Da tutti gli interventi sono emersi segnali positivi, in particolare l’impegno per calendarizzare il Ddl “con il concorso di tutte le forze parlamentari entro questa legislatura” come ha sottolineato nel suo messaggio di apertura dei lavori, la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Parole cariche di speranza da parte dei due Ministri intervenuti in sala, Federico D’Incà ed Elena Bonetti e del Prefetto Claudio Sgaraglia, in rappresentanza della Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Il primo ha assicurato che favorirà l’esame e la calendarizzazione del Ddl, nel rispetto dell’autonomia del Parlamento. Per Elena Bonetti la battaglia per il secondo cognome non è “solo questione di giustizia ma anche e soprattutto di civiltà”. Il Prefetto Claudio Sgaraglia ha rappresentato la massima disponibilità del Ministero a modificare le procedure attualmente previste non appena sarà approvata la riforma tanto attesa. Nelle more si è offerto come punto di riferimento per aiutare a risolvere, sul piano interpretativo ed applicativo, le criticità procedurali rilevate.
Antonella Anselmo, Avvocata della Rete per la Parità ha auspicato che i semi gettati oggi nel terreno possano presto germogliare nella sede parlamentare. Il diritto al nome e alla certezza identitaria è un punto focale nella declinazione del concetto di dignità della persona, occorre sradicare le radici del patriarcato e riconoscere automaticamente il diritto al doppio cognome.
L’Avvocata Susanna Schivo dell’InterClubZontaItalia e patrocinante dei genitori attori del ricorso davanti alla Corte costituzionale ha posto l’accento sulla necessità di far conoscere ai futuri genitori le possibilità offerte dalla sentenza della Corte costituzionale del 2016 e di garantire la corretta e piena applicazione. Ha citato situazioni a lei segnalate che richiedono chiarimenti per impedire che siano riconosciuti diritti che non possono essere esercitati.
Carla Bassu, docente di diritto comparato dell’Università di Sassari, ha evidenziato come l’automatismo dell’attribuzione del solo cognome paterno sia in contrasto con vari articoli costituzionali. E come sia retaggio di una visione patriarcale che, di fatto, ancora esprime il passaggio dalla tutela paterna a quella maritale, in una condizione di sostanziale sudditanza. Il fatto che il cognome della madre non possa essere trasmesso salvo richiesta dei genitori viola anche il diritto alla identità dei figli e costituisce una delle più gravi discriminazioni sostanziali.
La promotrice della sentenza 286/2016 Manuela Magalhães ha sostenuto che la condizione delle donne ha un’importanza fondamentale e che il doppio cognome riconosce la parità tra genitori.
Anna Finocchiaro, Presidente di Italiadecide e già Ministra per le Pari Opportunità, ha inviato un messaggio sostenendo che la questione del ruolo e della funzione che le donne svolgono nella società italiana e nelle relazioni familiari, è di rilievo e significato particolari in questo tempo in cui la questione identitaria è oggetto di confronto.
La dottoressa Linda Laura Sabbadini, Chair W20 e Direttrice ISTAT, tenuto conto del fatto che c’è grande disinformazione sul tema, ha evidenziato l’importanza di conoscere i dati sulle coppie che hanno chiesto di aggiungere il cognome materno e di quelle che a questo scopo hanno chiesto il cambio di cognome perché da tali numeri si potrà capire quanto ci sia necessità di informare i genitori.
Unanimità di impegno anche da parte dell’Intergruppo delle senatrici, per il quale sono intervenute Donatella Conzatti, Loredana De Petris, Alessandra Maiorino e Simona Malpezzi.

Una rivoluzione copernicana o solo un miraggio? La risposta arriverà entro questa legislatura?

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Nella Costituzione italiana il lavoro posto a base della Repubblica non è fine in sé, come scrisse Costantino Mortati, o mero strumento di guadagno, ma mezzo di affermazione della personalità del singolo, garanzia di sviluppo delle capacità umane e del loro impiego.

Il 23 giugno 2021 si conclude il ciclo di celebrazioni promosse dal Comitato Promotore 603360 che la Rete per la Parità, nel 2020, anno del decimo anniversario della sua fondazione, ha lanciato, su iniziativa della Presidente Rosanna Oliva de Conciliis, di Daniela Monaco e di Carla Mazzuca.
In questa data è stato organizzato, da “Paolo Galizia-History and Liberty” Foundation, l’evento “Differenze di genere in alcuni SSD dell’Area giuridica” presso la Sala delle Lauree di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza, online su piattaforma Zoom, sul sito di Radio Radicale, sul canale youtube Sapienza MasterParlamenti e sui profili Facebook Fulco Lanchester e Masterparlamenti.

Come già avvenne nel 2010 per i cinquant’anni, si sono svolti numerosi eventi per celebrare i sessant’anni della sentenza della Corte costituzionale n. 33 del 13 maggio 1960, che eliminò le discriminazioni contro le donne nelle principali carriere pubbliche. Non formali celebrazioni ma occasioni per riflettere sull’attualità, con uno sguardo al passato ma proiettato verso il futuro, e individuare le strategie utili al raggiungimento degli obiettivi riguardanti la parità formale e sostanziale tra i sessi.

La pausa imposta dall’emergenza sanitaria ha obbligato a estendere gli eventi al 2021.

Come dieci anni fa, gli eventi sono stati organizzati da Organismi, Università, Associazioni, Enti ai quali ci accomuna la consapevolezza che, nonostante tanti successi, ancora la Parità è lontana. In particolare, le donne ancora sono sottoccupate e sottopagate e le loro carriere sono ostacolate.

L’esperienza di questi anni ha dimostrato la validità delle tre linee guida individuate dalla Rete per la Parità sin dalla fondazione e confermate dal Comitato Scientifico, per arrivare alla parità formale e sostanziale sancita dalla nostra Costituzione, obiettivo da perseguire anche in forza di numerose norme e convenzioni comunitarie e internazionali.

Mai più portatrici d’acqua
Per la presenza di donne qualificate nelle assemblee elettive e nei luoghi decisionali.
Mai più donne invisibili
Per liberare le donne italiane dal Burka mediatico e per assicurare il diritto all’identità di tutte e tutti attraverso l’attribuzione del doppio cognome.
Mai più discriminate sul lavoro
Contro le discriminazioni nell’accesso, nelle carriere e nelle retribuzioni, e contro ogni forma di violenza economica.


La Riforma del Cognome

Sabato 7 novembre 2020, ore 11.30-13.00

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A quattro anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286 dell’8 novembre 2016 sul cognome materno

l’Italia è ancora priva della riforma, ritenuta indifferibile dalla Corte costituzionale.

 

Come nei precedenti tre anni, la Rete per la Parità, il CNDI-Consiglio Nazionale delle Donne Italiane e InterClub Zonta Italia organizzano un’iniziativa sul tema. L’evento è inserito tra le celebrazioni promosse dal Comitato 603360, lanciato per ricordare i 60 anni di un’altra importante sentenza della Corte costituzionale, la n. 33 del 1960, che aprì alle donne le principali carriere pubbliche.

 

Introduce e modera:

Rosanna Oliva de Conciliis – Presidente della Rete per la Parità APS

Saluti:

Daniela Monaco – Presidente del CNDI e Angela Tassara – Presidente dell’InterClubZontaItalia.

Sono stati invitati:

Elena Bonetti – Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Fabiana Dadone – Ministra per la Pubblica Amministrazione, Federico D’Incà – Ministro Per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Luciana Lamorgese – Ministra dell’Interno, Valeria Valente – Senatrice e Presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, le Parlamentari e i Parlamentari primi firmatari delle proposte di riforma.

Intervengono:

Antonella Anselmo – avvocata della Rete per la Parità, Carla Bassu – prof. associata di diritto pubblico comparato uniss, Anna Finocchiaro – presidente di italiadecide e già Ministra per le pari opportunità, Marcello Galli e Manuela Magalhães – genitori attori della sentenza della Corte costituzionale 286/2016,

Susanna Schivo – avvocata patrocinante i genitori attori.

 

Evento online in diretta su Teams, su Facebook @reteperlaparita e sul sito reteperlaparita.it

Inoltre sulla challenge #lariformadelcognome è già possibile condividere le proprie ragioni con un breve video. https://www.facebook.com/reteperlaparita/photos/a.903459956403779/3314553291961088/

Per saperne di più leggi qui

 

Assistenza tecnica: Francesco Atanasio Carolei

Assistenza per i collegamenti in diretta: Donatella Donato, cell. 3490808986, e-mail. ddonato10@gmail.com