29 ottobre – Giornata internazionale della cura e del sostegno

La cura è una responsabilità condivisa

La cura è essenziale per la vita di tutte e tutti, ma il suo peso continua a ricadere soprattutto sulle donne. Nelle famiglie, il lavoro di cura non retribuito, dall’accudimento dei figli all’assistenza delle persone anziane e fragili, incide sul tempo disponibile, sulle opportunità di lavoro e sull’autonomia economica femminile.

Per la Rete per la Parità, parlare di cura significa parlare anche di parità: creare le condizioni perché donne e uomini possano condividere le responsabilità familiari senza penalizzazioni professionali ed economiche.

Servono servizi per l’infanzia e per le persone non autosufficienti, congedi adeguati e un’organizzazione del lavoro più equilibrata. Occorre anche riconoscere la cura come una responsabilità sociale, non come un compito prevalentemente femminile.

È una questione di diritti e di attuazione dell’articolo 3 della Costituzione: rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza significa consentire a tutte e tutti di partecipare pienamente alla vita sociale e lavorativa.

La parità passa anche da come distribuiamo il tempo e le responsabilità della cura.

Dalla cura ai diritti: un percorso di parità

Cinque ricorrenze, un unico filo conduttore: promuovere i diritti, contrastare le discriminazioni e costruire una società più equa.

Tra ottobre e dicembre, la Rete per la Parità propone un percorso di riflessione attraverso alcune giornate significative, dedicate alla cura, ai diritti dell’infanzia, al contrasto della violenza contro le donne, alla libertà di scelta delle bambine e delle ragazze e ai diritti umani.

Sono temi diversi, ma profondamente collegati. La condivisione delle responsabilità di cura, la tutela di bambine e bambini, la prevenzione della violenza e la possibilità per ogni donna di scegliere liberamente il proprio futuro sono aspetti essenziali di una società fondata sulla parità e sul rispetto dei diritti.

Con brevi contributi pubblicati in occasione delle singole ricorrenze, la Rete intende richiamare l’attenzione su questi temi e sul loro legame con il proprio impegno per rimuovere gli ostacoli che ancora impediscono una piena uguaglianza.

Il percorso si svilupperà progressivamente, con la pubblicazione dei singoli post in corrispondenza delle rispettive giornate.

Dalla cura ai diritti, dall’infanzia alla libertà dalla violenza, fino al pieno riconoscimento dei diritti umani: cinque ricorrenze, un unico impegno per una società più giusta, in cui ogni persona possa vivere con pari dignità, opportunità e libertà.

Riforma del cognome, dieci anni di impegno: il 9 novembre la Rete per la Parità fa il punto sull’iter della legge

A dieci anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale e a oltre quattro anni dalla seconda, la riforma organica del cognome è ancora in attesa di approvazione. La Rete per la Parità-APS promuove un incontro per ripercorrere il percorso compiuto e approfondire i prossimi passi necessari.

Lunedì 9 novembre 2026, dalle ore 9.30 alle 13.00, presso la Casa del Municipio I di Roma, in via Galileo Galilei 53, si terrà l’incontro dal titolo “La riforma organica del cognome, necessaria e impellente ma dieci anni non sono bastati. Qualcosa si muove?”, promosso dalla Rete per la Parità-APS in collaborazione con Università degli Studi della Tuscia e Università di Roma Tor Vergata.

L’iniziativa vuole riportare l’attenzione su una riforma che riguarda da vicino l’uguaglianza tra donne e uomini e il riconoscimento dell’identità personale. A dieci anni dalla sentenza n. 286 del 2016 e a oltre quattro anni dalla sentenza n. 131 del 2022 della Corte costituzionale, il percorso legislativo per una riforma organica del cognome non è ancora giunto a compimento.

Dieci anni di impegno e il ruolo delle istituzioni

Dopo il saluto introduttivo di Patrizia De Michelis, presidente della Rete per la Parità-APS, l’incontro sarà moderato dalla giornalista Raffaella Sirena.

Sono previste le relazioni di Antonella Anselmo, avvocata della Rete per la Parità, che ripercorrerà gli oltre dieci anni di impegno dell’associazione, e di Marilisa D’Amico, costituzionalista dell’Università degli Studi di Milano, che approfondirà il rapporto tra legislatore e Corte costituzionale e il mancato rispetto del dialogo istituzionale nella riforma del cognome.

Il programma prevede inoltre gli interventi di rappresentanti delle istituzioni, tra cui la ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione amministrativa e parlamentari di diversi schieramenti, per favorire un confronto sullo stato della riforma e sulle prospettive del suo completamento.

Intelligenza artificiale e nuovi strumenti di analisi

Una parte dell’incontro sarà dedicata ai nuovi strumenti offerti dall’intelligenza artificiale. Sonia Maria Melchiorre, presidente del Comitato unico di garanzia (CUG), interverrà insieme a studentesse e studenti dell’Università degli Studi della Tuscia. Seguirà un approfondimento con Francesca Dragotto, direttrice del Centro di ricerca Grammatica e Sessismo dell’Università di Roma Tor Vergata, e Gaetano Affuso, docente di lettere classiche, formatore sull’intelligenza artificiale nella didattica e tutor coordinatore presso Link Campus University, con una seconda intervista a ChatGPT.

L’obiettivo è esplorare le possibilità offerte da questi strumenti nell’analisi del linguaggio e nella riflessione su una questione che intreccia norme, cultura e uguaglianza.

A che punto siamo: dati e prospettive della riforma

La parte conclusiva sarà dedicata allo stato attuale del percorso legislativo. Linda Laura Sabbadini, statistica, presenterà i dati, mentre Silvia Illari, presidente del Centro Merged dell’Università di Pavia, approfondirà la necessità della legge e l’iter della riforma in Senato.

Le conclusioni saranno affidate a Rosanna Oliva de Conciliis, Presidente onoraria della Rete per la Parità-APS.

L’incontro rappresenta un’occasione per fare il punto sul lavoro svolto, mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale e rilanciare la necessità di una riforma organica che dia piena attuazione ai principi costituzionali in materia di uguaglianza e identità personale.

L’evento è gratuito e aperto al pubblico. È gradito l’accredito tramite la Segreteria della Rete per la Parità.

Rivedi il Coffee Talk – “Dall’intuizione di una donna alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza: la Carta dei diritti dei bambini per la lotta al bullismo”

La Rete per la Parità – APS ha promosso un nuovo appuntamento dei suoi Coffee Talk, dedicato al tema “Dall’intuizione di una donna alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza. La Carta dei diritti dei bambini per la lotta al bullismo”.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto sul valore dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sulla necessità di prevenire e contrastare il bullismo attraverso l’educazione al rispetto, alla valorizzazione delle differenze e al rifiuto di ogni forma di prevaricazione.

Nel corso del Coffee Talk, dopo i saluti introduttivi di Patrizia De Michelis, Presidente della Rete per la Parità, e di Teresa Gualtieri, Presidente del Comitato Scientifico,propri  hanno contribuito ad approfondire il tema della tutela dei più giovani, richiamando l’attenzione sull’importanza di riconoscere e proteggere i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti e di promuovere ambienti sicuri e rispettosi, a partire dalla famiglia e dalla scuola.

L’incontro ha ribadito l’importanza di investire nella prevenzione, promuovendo fin dall’infanzia relazioni positive e una maggiore consapevolezza dei diritti propri e  di quelli altrui.

Per chi non ha potuto partecipare in diretta, è possibile rivedere la registrazione del Coffee Talk qui. (link: https://us02web.zoom.us/rec/share/Y69tNowSaH4L9j7bmqMTe2qzYOEGbLJlevNjtKBBrVYVwEhbpqrzxlsHaqbWROlr.5yltQwybqGfMz9Hn Passcode: AHzBeM1.)

“Il tuo NO diventa NOI”: la Rete per la Parità all’Evento Giovani Uiltrasporti Lazio 2026

Il 15 ottobre si è svolta, presso la Sala Meeting all’interno dell’aeroporto di Fiumicino, l’edizione 2026 dell’Evento Giovani UILTrasporti Lazio, dedicata alla campagna “Il tuo NO diventa NOI”, promossa dalla UIL per contrastare la violenza contro le donne e la disparità di genere, affrontandone anche le radici culturali.

Come ricordato dalla segretaria confederale UIL Ivana Veronese, «La parità di genere non è una cosa da donne, è una battaglia di civiltà che riguarda tutte e tutti».

Per la Rete per la Parità – APS ha partecipato la vicepresidente Gabriella Anselmi, che ha apprezzato la numerosa presenza del pubblico e, in particolare, di tanti giovani uomini.

Il tema dell’iniziativa è strettamente legato al percorso della Rete per la Parità, nata nel 2010 per promuovere l’uguaglianza sostanziale e contribuire al superamento delle discriminazioni che ancora limitano i diritti e le opportunità delle donne. Attraverso la cultura, la ricerca, la sensibilizzazione e il confronto con le diverse realtà della società civile, la Rete sostiene la necessità di un cambiamento che coinvolga non soltanto le donne, ma anche gli uomini e le istituzioni.

È proprio in questa prospettiva che assume particolare valore il messaggio “Il tuo NO diventa NOI”: contrastare la violenza e le disuguaglianze di genere richiede consapevolezza, partecipazione e responsabilità condivisa. Il coinvolgimento dei giovani è fondamentale per mettere in discussione modelli culturali ancora radicati e contribuire a costruire relazioni fondate sul rispetto e sulla pari dignità.

La partecipazione della Rete all’iniziativa conferma l’importanza di collaborare con il mondo sindacale e con le altre realtà impegnate su questi temi, per rafforzare una cultura della parità che trovi spazio anche nei luoghi di lavoro e nei percorsi di crescita delle nuove generazioni.

La Rete per la Parità ringrazia UILTrasporti Lazio per aver promosso questo momento di confronto e per l’attenzione dedicata a una sfida che riguarda l’intera società.

Doppio cognome, il 9 novembre un incontro per fare il punto sulla riforma

A dieci anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale, la riforma organica del cognome è ancora in attesa di approvazione. La Rete per la Parità promuove un incontro per approfondire lo stato dell’iter legislativo.

Il 9 novembre 2026, dalle ore 9.30 alle 13.00, si terrà a Roma, presso la Casa del Municipio I, in via Galileo Galilei 53, un incontro dedicato alla riforma organica del doppio cognome, dal titolo “La riforma organica del cognome, necessaria e impellente ma dieci anni non sono bastati. Qualcosa si muove?”.

L’iniziativa è organizzata dalla Rete per la Parità-APS, in collaborazione con UNITUSCIA e UNITORVERGATA, con la partecipazione dell’AI, per fare il punto sull’iter della legge di riforma organica del doppio cognome.

A dieci anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286 del 2016 e a oltre quattro anni dalla sentenza n. 131 del 2022, il legislatore non ha ancora approvato una riforma volta ad adeguare l’ordinamento al superamento del patronimico, dichiarato in contrasto con la Costituzione.

L’incontro rappresenta un’occasione per tornare su una questione che riguarda l’uguaglianza e il riconoscimento dell’identità personale, facendo il punto sui passi ancora necessari per completare il percorso di riforma.

L’evento è gratuito e aperto al pubblico. È gradito l’accredito tramite la Segreteria della Rete per la Parità.

Per informazioni e accrediti: segreteria.reteperlaparita@gmail.com

Coffee Talk della Rete per la Parità: “Dall’intuizione di una donna alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza: la Carta dei diritti dei bambini per la lotta al bullismo”

un appuntamento online dedicato all’approfondimento e al confronto sui temi dei diritti dell’infanzia e della lotta al bullismo. L’incontro, gratuito e aperto a tutte e tutti, si svolgerà sulla piattaforma Zoom.

Il tema dell’iniziativa sarà “Dall’intuizione di una donna alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza: la Carta dei diritti dei bambini per la lotta al bullismo”. A partire dal libro Da Eglantyne Jebb al processo al bullo di Anna Di Mauro, l’incontro sarà l’occasione per approfondire il valore dei diritti dei bambini e delle bambine, il fenomeno del bullismo e il ruolo degli adulti nella prevenzione e nella tutela dei più giovani.

Ne parleranno Anna Di Mauro, autrice del libro, e Antonella D’Andrea, psicoterapeuta sistemico-relazionale. Sarà un momento di confronto e riflessione su diritti, relazioni, responsabilità ed educazione, per ribadire quanto siano fondamentali l’ascolto, la consapevolezza e l’impegno condiviso nella costruzione di contesti sicuri e rispettosi per bambini, bambine e adolescenti.

Per partecipare, clicca qui.

Il ricordo di Emma Bonino

A un mese dalla scomparsa di Emma Bonino, la Rete per la Parità – APS desidera ricordare una donna che ha attraversato con grande determinazione decenni della vita civile, politica e istituzionale del nostro Paese e dell’Europa.

Il suo impegno per i diritti, le libertà e la dignità delle persone ha accompagnato anche il lungo cammino delle donne verso una piena cittadinanza e verso una presenza sempre più significativa nella vita pubblica e nelle istituzioni. La sua storia ci ricorda quanto sia importante che le donne siano presenti nello spazio pubblico, con la propria voce, le proprie competenze e la propria visione.

Per la Rete per la Parità, il suo ricordo si lega anche a Rosa Oliva e alla storia di un impegno che ha trovato espressione, tra l’altro, in Cinquant’anni non sono bastati. Le carriere delle donne a partire dalla sentenza n. 33/1960 della Corte costituzionale, il volume curato da Rosa Oliva e Anna Maria Isastia, per il quale Emma Bonino scrisse la prefazione. Un riferimento significativo per la nostra Associazione, che richiama le origini di un percorso sul quale continuiamo a lavorare.

A ottant’anni dal voto delle donne, molte cose sono cambiate, ma la piena partecipazione femminile alla vita pubblica non può ancora essere data per acquisita. Non è soltanto una questione di numeri ma riguarda la qualità della democrazia e la piena attuazione del principio di uguaglianza.

Ricordare Emma Bonino significa allora guardare avanti, riconoscere il valore delle battaglie che hanno aperto nuove strade e continuare a lavorare su quelle che restano ancora da percorrere.

La Rete per la Parità la ringrazia per le sue battaglie e per l’esempio che ci ha lasciato. Continueremo a lavorare perché i diritti conquistati siano pienamente esercitati e perché la parità trovi sempre più spazio concreto nelle istituzioni e nella società.

Patrizia De Michelis

Fonte foto: Wikipedia

Dietro il Gender Gap: i podcast di ADBI per capire le disuguaglianze di genere

Si è svolto il 30 settembre l’incontro promosso dalla Rete per la Parità per presentare “Dietro il Gender Gap”, il progetto di divulgazione scientifica realizzato da ADBI – Associazione Donne della Banca d’Italia per avvicinare un pubblico ampio e non specialistico ai principali temi dell’economia di genere.

ADBI è una realtà con cui la Rete per la Parità ha una collaborazione particolarmente significativa: è infatti partner della Rete e componente del suo Comitato Scientifico.

A presentare il progetto è stata Virginia Giglio, socia fondatrice e Presidente di ADBI dal 2025, che ha illustrato il percorso alla base degli 11 podcast di “Dietro il Gender Gap”.

“Dietro il Gender Gap” nasce dalla volontà di portare fuori dagli ambiti specialistici ricerche che riguardano temi molto concreti: l’istruzione, il lavoro, le carriere, la maternità, la cura, la leadership e le opportunità economiche di donne e uomini.

Il progetto propone 11 podcast, nei quali i risultati degli studi vengono raccontati attraverso un dialogo semplice e diretto. A ciascun tema sono inoltre associate schede di approfondimento, che sintetizzano i principali risultati della ricerca e riportano i riferimenti allo studio della Banca d’Italia da cui il podcast prende spunto.

Chi vuole approfondire può quindi passare dal podcast alla scheda e, attraverso il collegamento disponibile, consultare direttamente la ricerca originale. Un percorso che permette di avvicinare un pubblico più ampio alla ricerca senza rinunciare al rigore delle fonti.

I podcast

I podcast attualmente disponibili affrontano temi diversi, che permettono di osservare il gender gap da prospettive differenti:

  1. I ritratti sulle banconote: studio sul divario di genere
  2. Quando una donna diventa leader, nomina più donne nei ruoli di potere?
  3. Perché le donne guadagnano meno degli uomini già all’inizio della carriera, nonostante migliori risultati scolastici e accademici?
  4. Le donne hanno davvero livelli più bassi di alfabetizzazione finanziaria rispetto agli uomini?
  5. Le quote di genere migliorano davvero la diversità e l’equilibrio nei consigli di amministrazione delle banche?
  6. Quanto può il talento di alcune studentesse influenzare i risultati degli altri studenti e studentesse?
  7. Perché nelle carriere accademiche in economia le donne vengono spesso descritte come “diligenti”, mentre gli uomini come “brillanti”?
  8. La maternità penalizza ancora oggi le donne nel mercato del lavoro?
  9. Quanto può il tempo pieno a scuola influenzare studenti e famiglie?
  10. L’esempio delle colleghe nell’influenzare le scelte delle mamme sul congedo parentale
  11. Perché ci sono ancora così poche donne tra gli inventori?

Il progetto non si conclude con questi 11 podcast: sono infatti previsti ulteriori contenuti che andranno ad arricchire progressivamente la raccolta.

I podcast, le schede di approfondimento e i riferimenti alle ricerche sono disponibili nella pagina dedicata al progetto sul sito di ADBI e nella playlist “Dietro il Gender Gap” sul canale YouTube dell’Associazione.

La Rete per la Parità ringrazia Virginia Giglio e ADBI per la presentazione e per questo importante contributo alla conoscenza dei divari di genere.

Donne, pace e partecipazione: una storia che continua

Ieri, 4 ottobre, al Teatro Porta Portese di Roma, abbiamo assistito a Donne belle bandiere di pace, uno spettacolo intenso e coinvolgente che ha riportato alla luce una pagina importante e ancora troppo poco conosciuta della storia delle donne italiane.

Attraverso l’intensa interpretazione di Elisabetta Vergani e le musiche dal vivo di Emma Baiguera, lo spettacolo ha raccontato la straordinaria mobilitazione dell’UDI che, tra il 1947 e il 1948, portò circa tre milioni di donne a firmare contro la guerra e la bomba atomica.

Particolarmente suggestivo il racconto delle donne che, nelle loro case, cucivano le bandiere della pace utilizzando scampoli di stoffa e materiali di recupero. Gesti semplici che, attraverso la partecipazione collettiva, diventavano una grande azione politica e civile.

È proprio questo passaggio, dal lavoro e dalla cura quotidiana alla partecipazione nello spazio pubblico, a rendere lo spettacolo così significativo anche per noi. Quelle donne seppero trasformare la solidarietà e la capacità di organizzarsi in una forza capace di incidere sulla storia.

In un momento storico segnato ancora dalla guerra e da nuove forme di disuguaglianza, Donne belle bandiere di pace ci ricorda quanto siano importanti la memoria, la partecipazione delle donne e la capacità di unirsi per difendere la pace, i diritti e la democrazia. Sono temi che sentiamo vicini anche nell’impegno della Rete per la Parità.

In un tempo così difficile, tornare a quelle donne e alla loro capacità di mobilitarsi per la pace ci ricorda che i diritti, la libertà e la parità non sono mai acquisiti una volta per tutte, ma richiedono attenzione, partecipazione e impegno quotidiano.

Un grazie particolare a UDI Monteverde, con cui condividiamo un percorso di collaborazione e con cui è sempre bello incontrarsi, confrontarsi e immaginare nuove iniziative. Ci auguriamo di continuare a lavorare insieme, mettendo in comune idee, esperienze e progetti.

Patrizia De Michelis