In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Rete per la Parità richiama l’attenzione sullo stato della parità di genere in Italia e nel mondo, rinnovando il proprio impegno per la tutela dei diritti, della dignità e della piena partecipazione delle donne alla vita sociale, economica e politica.
Istituita dalle Nazioni Unite nel 1977, questa ricorrenza non rappresenta soltanto un momento simbolico, ma un’occasione di riflessione sui progressi compiuti e sulle sfide ancora aperte nel percorso verso una reale uguaglianza tra donne e uomini.
In Italia sono stati fatti passi avanti sul piano normativo e culturale, accompagnati da una crescente presenza femminile nei percorsi di istruzione superiore. Sempre più donne accedono inoltre a professioni qualificate e a settori tradizionalmente maschili. Sul piano delle politiche pubbliche si sono registrati progressi, con misure volte a promuovere la parità e a contrastare discriminazioni e violenze.
Restano tuttavia divari significativi che dimostrano che la strada verso una reale uguaglianza è ancora lunga. Il tasso di occupazione femminile nel nostro Paese si ferma al 53%, contro oltre il 70% di quello maschile, uno dei divari più elevati nell’Unione europea. Le donne sono inoltre più esposte alla precarietà e al part-time involontario, che riguarda circa il 60% delle persone che lavorano con orario ridotto.
Persistono differenze anche nelle retribuzioni e nell’accesso alle posizioni di vertice. In media le donne percepiscono salari inferiori rispetto agli uomini e meno di un dirigente su quattro è una donna. La maternità continua inoltre a rappresentare uno dei principali fattori di uscita dal mercato del lavoro. Secondo i dati dell’ISTAT, circa una donna su cinque lascia o perde il lavoro dopo la nascita di un figlio. È un segnale evidente di quanto siano ancora insufficienti le politiche di conciliazione tra lavoro e vita familiare e di quanto sia necessario promuovere una più equa condivisione delle responsabilità di cura.
Accanto alle disuguaglianze economiche e professionali resta drammaticamente attuale il tema della violenza di genere. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, ogni anno in Italia oltre cento donne vengono uccise, nella maggior parte dei casi in ambito familiare o affettivo. Femminicidi, maltrattamenti, molestie e discriminazioni richiedono un impegno costante nella prevenzione, nell’educazione al rispetto e nella piena applicazione delle tutele previste dalla legge.
Non mancano però segnali incoraggianti. Nel mondo dello sport, ad esempio le atlete hanno conquistato negli ultimi anni una visibilità crescente. Ai recenti Giochi olimpici invernali Milano–Cortina molte di loro hanno dimostrato talento, determinazione e straordinaria forza, contribuendo a rafforzare la presenza femminile nei grandi appuntamenti internazionali e offrendo modelli positivi alle nuove generazioni.
A livello globale, tuttavia, la condizione femminile continua a essere segnata da profonde disuguaglianze e, in alcuni contesti, da gravi limitazioni dei diritti fondamentali. I conflitti armati e le crisi umanitarie, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, fino all’Afghanistan, colpiscono spesso le donne in modo particolarmente duro, aggravandone vulnerabilità e condizioni di vita. In questo quadro si inserisce anche la difficile situazione dell’Iran, già caratterizzata da forti limitazioni dei diritti civili e delle libertà femminili.
In ogni scenario di guerra o di crisi le donne pagano spesso il prezzo più alto in termini di sicurezza, accesso ai servizi essenziali, salute, istruzione e possibilità di autodeterminazione. Per questo la pace e la piena partecipazione delle donne ai processi decisionali rappresentano condizioni fondamentali per uno sviluppo equo e duraturo.
Vicende che hanno scosso l’opinione pubblica internazionale, come lo scandalo legato a Jeffrey Epstein, hanno inoltre mostrato quanto reti di sfruttamento e abusi ai danni di ragazze e donne possano prosperare dove esistono squilibri di potere, impunità e silenzi.
L’8 marzo non può ridursi a una semplice celebrazione simbolica. La parità tra donne e uomini è un principio costituzionale e una condizione essenziale per lo sviluppo democratico del Paese. Servono politiche più efficaci per sostenere il lavoro femminile, rafforzare i servizi per le famiglie, promuovere una reale condivisione delle responsabilità di cura e contrastare con decisione ogni forma di violenza e discriminazione. Solo così la parità potrà diventare una realtà concreta e non soltanto un principio enunciato.
Patrizia De Michelis
Presidente della Rete per la Parità – APS
Fonti principali: ISTAT, Ministero dell’Interno, Eurostat, UN Women.
Di seguito le iniziative promosse in occasione della Giornata Internazionale della donna, da associazioni e partner della nostra Rete:
Università La Sapienza Roma – 4 marzo – Sapienza e Fondazione Una nessuna centomila: insieme per il cambiamento culturale –
Soroptmist Club di Roma
4 marzo, ore 18:30 (Casa dell’Aviatore) Incontro con la dott.ssa Alessandra Kustermann, ginecologa – ha aperto nel 1996 il primo centro pubblico in Italia per il Soccorso alle Vittime di Violenza Domestica (SVSeD).
8 marzo, ore 9:00–17:00 – HPV Day – con la dottoressa Anna Margareth Plastino. Open day di vaccinazioni anti-Papilloma Virus, aperto a donne e uomini. Casa della Comunità Eroi – Via Fra’ Albenzio 10, Roma
9 marzo, ore 12:00 – Inaugurazione della “Stanza tutta per sé”. Un service che nasce dalla collaborazione tra il Club Roma e i Club Roma Tiber e Roma Tre. XI Distretto di pubblica sicurezza “San Paolo” – via Portuense 183, Roma
Centro Merged – 4 marzo – Inaugurazione del corso “Prevenzione della violenza di genere. Educare al rispetto” – Presentazione del libro “Mai più cosa vostra” di Fabio Roia e Ilaria Ramoni – Aula Scarpa – Palazzo centrale dell’Università di Pavia
Toponomastica femminile – Tutti gli eventi a questo link
Zonta E-Club Roma Parioli – 23 marzo, ore 16.30 – Presentazione del libro “La Pista Cifrata delle donne” – Municipio Roma III, Sala consiliare.
ADBI – Sono state invitate le socie a partecipare e far partecipare amiche, familiari e conoscenti alla EuroSteps Walking Challenge, competizione lanciata dalla BCE e basata sulla relazione tra benessere fisico e finanziario, aspetto particolarmente importante per le donne. La challenge si svolgerà dal 1° al 30 aprile 2026. Il contapassi giornaliero sbloccherà ogni settimana 2 o 3 informazioni e consigli utili per prendersi cura del proprio denaro e per migliorare la cultura finanziaria, e magari anche vincere dei premi. Bisogna scaricare l’app Walk 15 EuroSteps, già disponibile sul mercato, e seguire le istruzioni per attivare la challenge. Sul portale L’economia per tutti tutte le informazioni utili.
FILDIS – 9 marzo, ore 9 – La Siracusa delle donne – Istituto superiore Luigi Einaudi, Siracusa
Roma Capitale, Municipio IX e Le Contemporanee – 8 marzo, ore 16.45 – L’agenda di Valeria – Un 8 marzo rivolto al futuro, dedicato a Valeria Fedeli – Spazio culturale La Vaccheria, via Giovanni l’Eltore, 35.
Ordine degli avvocati di Brindisi – 13 marzo, ore 16-19 – “Il cognome materno” Riconoscimento nell’ordinamento italiano, tra evoluzione giurisprudenziale e ragioni socio-culturali – Biblioteca “Monticelli”.
Soroptmist International d’Italia – 6 marzo, ore 10.30 – La Giornata della Donna all’insegna del lavoro e delle nuove tecnologie – Aula Magna della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna a Pisa
Il Paese delle donne – 5 marzo, ore 17-19 – Video “La città della dea Perenna” (1994) Parti ‘800 e ‘900: storia monastica, sociale e politica