Assemblea-della-Rete

Dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, svoltasi il 19 aprile 2013, la presidente del Comitato Scientifico Teresa Gualtieri espone la sua relazione, trattando i seguenti temi principali:

  • possibili azioni da attivare come Rete, mozioni, appelli… individuando a chi rivolgersi, al Governo o direttamente ai partiti, chiedendo l’adozione di regolamenti interni che prevedano liste al 50% anche per le posizioni bloccate, sollecitando campagne elettorali per le elezioni europee incentrate proprio sul tema della parità di genere;
  • impegnarsi di più per essere “movimento di opinione”, sforzandosi di dare contenuti nuovi al termine parità, più specifici e più adeguati all’attuale momento; – in Francia è stata approvata dall’Assemblea Nazionale (dopo aver ricevuto l’ok del Senato, dove dovrà ritornare per una seconda rilettura prima dell’entrata in vigore) una legge sulla parità tra i sessi, accolta dagli osservatori internazionali come una legge estremamente all’avanguardia, che disegna “la terza generazione di diritti delle donne”, mirando a costruire uno scenario completo per una parità di fatto, prevedendo quello che dovrebbe essere sancito in tema di uguaglianza in campo politico, lavorativo e retributivo. Appare un interessante modello di legge che, forse, potrebbe essere replicato; – in questo momento in Italia manca una Ministra PO, ma è sempre attiva la struttura del Dipartimento PO presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Oggi entra in vigore il D.L.4.03.14, n. 24 – Attuazione della direttiva 2011/36/UE, per la prevenzione e repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, che fa riferimento ai fenomeni dello sfruttamento lavorativo, sessuale, della prostituzione minorile, della violenza sulle donne; il Dipartimento P.O. è l’organismo deputato a svolgere compiti di indirizzo e coordinamento per tutti temi trattati dal decreto, anche in collaborazione con le altre amministrazioni competenti e con le organizzazioni della società civile attive nel settore. La Rete si attiverà per verificare se è possibile accreditarsi come associazione che si interessa del problema al femminile, sfruttamento lavorativo, sessuale, prostituzione minorile, violenza sulle donne.

La Rete deve impegnarsi, oltre che su specifici interventi, per un complessivo “progetto sociale” mirato a costruire un nuovo welfare delle comunità, con nuovi modelli di lavoro, molto importanti per le donne (Smart city in ottica di genere…).

A conclusione, la presidente Gualtieri ricorda che il CS è in scaduto, quindi il Direttivo e l’Assemblea dell’associazione, che dovrebbe essere convocata a fine maggio, attiveranno la procedura di rinnovo e la verifica dello stato dei pagamenti delle quote.

Rosa Oliva si augura che tutte le attuali associazioni e Università componenti confermino la propria partecipazione e preannuncia che il Direttivo ha in programma di invitare altre associazioni e Università

Prossime attività:

Letizia Giello riferisce di un convegno da realizzare il 5 o 9 giugno prossimo da parte Rete per la Parità sulla imprenditoria femminile con il sostegno e la collaborazione della Confsal FONARCOM .
Si stabilisce di costituire un gruppo ristretto (Irene Giacobbe, Letizia Giello, Maria Paola Azzario, Teresa Gualtieri) per approfondire i contenuti e, in particolare l’organizzazione del corso di formazione.

Marilisa D’Amico illustra l’impostazione del convegno della Rete per la Parità, dal titolo “L’equilibrio di genere nelle giunte e nei consigli di amministrazione”, occasione anche per la presentazione del libro di Stefania Leone, con una sua prefazione, “L’equilibrio di genere negli organi politici.
La data, come precisato da Rosa Oliva, è da individuare tra quelle proposte dal Direttivo dell’Associazione (8 – 22 o 29, nel pomeriggio), mentre l’assemblea della RxP si svolgerebbe la mattina).

Stefania Leone illustra i contenuti della sua pubblicazione e degli altri possibili interventi da prevedere nel convegno, tra cui la presentazione del testo “Comando e Cura”, di cui è autrice Anna Rita Calabrò dell’Università di Pavia, (anche lei componente del Comitato Scientifico), con Maria Antonietta Confalonieri, oltre al riferimento al libro di Marilisa D’Amico ed Anna Puccio “ Le quote di genere nei consigli di amministrazione delle imprese”.

Interviene sull’argomento Agnese Canevari, precisando che, oltre a lei stessa, altri relatori (da definire) potrebbero essere: Lella Golfo, Alessia Mosca, Linda Laura Sabbadini, Monica Parrella, Piero Fassino e Andrea Deffenu (autore di “Il principio di pari opportunità di genere nelle istituzioni politiche” Giappichelli ed. Torino).

Le presenti si compiacciono del lavoro svolto per realizzare una nuova iniziativa della Rete per la Parità su temi sui quali da tempo la RxP è impegnata, che fa seguito all’altro incontro, organizzato il 22 gennaio scorso da Soroptimist International d’Italia e Rete per la Parità su “Giunte e pari opportunità”.

Marilisa D’Amico introduce l’argomento dei cognomi, Susanna Schivo, con un ricorso di una coppia di Genova, ha sollevato una questione di costituzionalità, si costituirà anche la RxP (l’azione sarà condotta da Marilisa D’Amico e Susanna Schivo.)

Susanna Schivo in collegamento telefonico approfondisce l’argomento.
Rosa Oliva ringrazia Marilisa D’Amico e Susanna Schivo che si sono impegnate a patrocinare gratuitamente l’associazione nel ricorso davanti alla Corte costituzionale per i cognomi.
Ricorda che sarebbe necessaria una legge che rispetti l’uguaglianza dei genitori e tuteli figlie e figli, ma in Parlamento, da alcune legislature non c’è un clima favorevole.

Carla Mazzuca auspica che la futura regolamentazione affronti in modo corretto anche la questione dei cognomi dei figli nati fuori del matrimonio nonchè alcune problematiche che potrebbero sorgere dopo due o tre generazioni
Agnese Canevari sostiene che, oltre al ricorso alla Corte, si debba sollecitare un contestuale percorso di tipo legislativo, magari ponendolo alla futura sottosegretaria alle P.O.

Benedetta Castelli propone che qualunque organismo, associazione di donne dovrebbe avere delle persone che si occupino specificatamente della democrazia paritaria, 50/50….solo per questa via si può raggiungere il risultato e tutte le associazioni femminili, di qualunque tipo, dovrebbero fare rete sull’argomento.
Rosa Oliva comunica che la RxP sottoscriverà, insieme con altre associazioni, un esposto/denuncia in relazione ai gravi recenti episodi che hanno coinvolto diverse donne che rivestono ruoli in Istituzioni politiche. Da molte parti, infatti, è stata esternata la volontà di rendere pubblica l’indignazione verso atteggiamenti, chiaramente sessisti e di genere, esplicati anche sotto forma di sondaggio attraverso i media.

Letizia Giello riferisce che come segretaria nazionale della Fesica – Confsal, settore ceramica, il 18 marzo presso Confindustria a Roma ha sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL piastrelle, ceramica, refrattari: era l’unica donna seduta al tavolo delle trattative (tutte le presenti esprimono complimenti e felicitazioni a Letizia), ma, purtroppo in quell’occasione ha anche subito da qualcuno un “affronto” dal quale traspariva odio di genere.

Agnese Canevari pensa che dovremmo attivarci per sollecitare l’estensione della legge Mancino a tutti i fattori di discriminazione, e che il discorso del “penale” si inquadra in quello europeo della querela per “odio”…
Maria Paola Azzario sostiene che chi ingiuria le donne trova il sostegno della lobby dei maschi italiani. Passa poi ad illustrare, chiedendo la collaborazione della RxP, il convegno che si organizzerà a Torino (11- 12 – 13 settembre) Congresso di metà termine della Federazione Europea dei Centri Unesco , che tratterà i temi: – Donne e cultura, Donne e alimentazione, Donne e violenza. Ospite prevista: Malala.

Rosa Oliva riferisce dell’attività e dei risultati di “Accordo di azione comune” per la democrazia paritaria, (del quale fanno parte, oltre alla RxP, varie associazioni della RxP), con particolare riferimento alle prossime elezioni europee ed alla legge per la par condicio di genere nelle trasmissioni radiofoniche televisive e nella comunicazione politica in genere, regolamentate dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dall’AGCOM.


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