La Corte costituzionale apre alla società civile. Soddisfazione della Rete per la Parità

La Rete per la Parità accoglie con soddisfazione le tre novità introdotte nel regolamento della Corte costituzionale. Diventano interlocutori ufficiali, se portatori di interessi collettivi o diffusi, le formazioni sociali senza scopo di lucro e i soggetti istituzionali,  le esperte e gli esperti di chiara fama ma soprattutto possono diventare parti nei  giudizi proposti in via incidentale  altri soggetti, che siano titolari di un interesse qualificato, inerente in modo diretto e immediato all’esito di quel giudizio.

Rosanna Oliva de Conciliis, presidente dell’associazione, aggiunge: “Come Rete per la Parità siamo testimoni dell’importanza delle tre novità introdotte, visto che in passato siamo riuscite con difficoltà a essere presenti, con i nostri atti d’intervento, come società civile e portatrici di interessi collettivi e diffusi, nei due giudizi davanti alla Corte riguardantinel 2016 il cognome della madre: vedi il comunicato del 9 novembre 2016 in http://www.reteperlaparita.it/comunicato-stampa-doppio-cog…/ e nel 2019  l’attualità della Legge Merlin: vedi il comunicato del 7 giugno 2019 in http://www.reteperlaparita.it/sentenza-della-corte-costitu…/.

Attendevamo da tempo quanto ora è stato inserito nel regolamento: una svolta nelle risorse delle quali finora si è avvalsa la Corte, un’innovazione nel segno dell’apertura alla società civile. Un importante segnale della  presidenza Cartabia che dimostra quanto le donne siano motore del cambiamento.

 

Roma, 12 gennaio 2020

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