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#RaiDonneCarriereDifficili    
Il 13 maggio Donatella Martini, presidente di DonneinQuota, ha lanciato su FB l’ashtag #Raidonneaipostidicomando.
Il 14 maggio, nella vigilia del CdA della Rai convocato dall’AD Salini sulla proposta di nomine ai vertici, DonneinQuota e Rete per la Parità hanno scritto alla RAI una lettera sostenendo la possibile nullità di un pacchetto di nomine al maschile (sul quale sembrava essere stato raggiunto un accordo a livello politico), nella speranza che questo potesse provocare un ripensamento.
Purtroppo ciò non è avvenuto e stiamo valutando un’azione in via giudiziaria per ottenere la dichiarazione di nullità di nomine in evidente contrasto con i principi costituzionali e con l’art. 49 del Codice Pari Opportunità.
L’utilizzo di azioni in via giudiziaria per la difesa dei diritti delle donne è, infatti, tradizione dell’associazione di promozione sociale Rete per la Parità, di cui DonneinQuota è una delle aderenti, l’associazione è stata fondata 10 anni fa, nel 50mo anniversario della sentenza della C.C. n° 33/1960 che ha aperto le carriere alle donne nella P.A

Il 20 maggio siamo state informate dal Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, al quale avevamo inviato formale richiesta di essere audite, che la questione è alla loro attenzione e che hanno chiesto alla RAI la relativa documentazione.

Da parte nostra l’abbiamo aggiornato sull’invio alla RAI in data 21 maggio u.s. di nostra formale richiesta di accesso agli atti relativi sia alle recenti nomine che ai i dati di genere all’interno della struttura.

 

Donatella Martini – DonneinQuota

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Donatella Martini, presidente di DonneinQuota, nell’introdurre i lavori del convegno Donne e politica. Tra rappresentazione e rappresentanza, in corso oggi a Milano, ha dichiarato:

“All’inizio di questa giornata di lavori vogliamo che emerga innanzitutto la nostra vigilante determinazione nei confronti delle nomine che in queste ore vengono decise per il rinnovo di istituzioni cruciali per la vita sociale e la cultura civica del paese. In particolare Agcom e Privacy sono due Authority che non possono fare a meno della presenza di componenti femminili. Ribadiamo al Presidente Conte, alla Ministra delle Pari Opportunità e alle forze di governo che almeno una delle due abbia una presidente donna e che siano nominate donne tra i commissari. Pretendiamo che di queste Autorità facciano parte donne che si sono distinte per iniziative, sensibilità e impegno sui temi della disparità tra uomini e donne, sui diritti civili e sulla cultura delle giovani generazioni, donne che siano capaci di lavorare con tutto l’associazionismo femminile impegnato su questi temi e di rappresentarlo.”.

Rosanna Oliva, presidente della Rete per la Parità: “Le recenti dichiarazioni alla Camera del Ministro al MEF Gualtieri fanno sperare che non si ripeta mai più, come purtroppo in un recente passato, che il Parlamento elegga 20 uomini e nessuna donna “ E aggiunge: “Le due Associazioni, che sono al terzo convegno sul rapporto tra media e potere, non mancheranno di intraprendere iniziative, anche in via legale, se ancora all’AGCOM e negli altri organismi in rinnovo non sarà rispettato l’equilibrio di genere. La nostra vigilanza minacciosa trova pieno fondamento in particolare nell’ art. 1 del Codice di Pari Opportunità che, in attuazione dell’art. 3 della Costituzione, contempla le misure volte ad eliminare ogni discriminazione basata sul sesso, che abbia come conseguenza o come scopo di compromettere o di impedire il riconoscimento, il godimento o l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale e civile o in ogni altro campo.“

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Donatella Martini – Presidente DonneinQuota –  d.martini@donneinquota.org

Rosanna Oliva – Presidente Rete per la Parità – presidenza.reteperlaparita@gmail.com

ufficio stampa : cell. 3356161043 – info@donneinquota.org

Oltre SANREMO. RAI urgente la riforma per una libera opinione pubblica e fuori i partiti

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dello Sviluppo economico

Ai Presidenti e Capigruppo Camera e Senato

 Ai Leader di M5s, PD, Italia Viva, di LEU e SI

Al Presidente della RAI

Il destino del nostro Paese è legato anche alla Rai alla quale è affidato il servizio pubblico radio televisivo e digitale, perché,  come precisò la Corte Costituzionale nel 1993, i principi fondanti dello Stato “esigono che la nostra democrazia sia basata su una libera opinione pubblica e sia in grado di svilupparsi attraverso la pari concorrenza di tutti alla formazione della volontà generale” (sentenza n. 112 del 1993).

Le dichiarazioni sessiste e le scelte preannunciate nella conferenza stampa tenuta dal direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2020 risultano in contrasto con il Contratto di Servizio Pubblico tra Rai e Ministero dello Sviluppo Economico e hanno provocato migliaia di reazioni da parte di singole persone, associazioni, in particolare provenienti dal mondo femminile, nonché da istituzioni e loro rappresentanti.

E’ mancata una risposta adeguata e non risultano modifiche al programma né è stato escluso dalla gara l’autore di canzoni violente; hanno aggiunto sconcerto i tentativi mal riusciti di scuse del direttore artistico e conduttore e quelle del trapper e non c’è stata una presa di posizione precisa da parte dei dirigenti interpellati.

Anche questa volta non ha funzionato il complesso sistema di vigilanza e controllo del servizio pubblico, a partire dal ruolo della stessa RAI (in particolare della Direzione di RAIUNO) e tantomeno sono scattati i meccanismi che fanno capo innanzitutto al Governo (in particolare il MISE), al Parlamento (Commissione di vigilanza), all’apposita Autorità (AGCOM), e altri, per un totale addirittura di sedici organismi.

Se ne ricava l’assoluta necessità di modifica delle norme che regolano il servizio pubblico radiotelevisivo e digitale, per affrontare alla radice il rapporto patologico tra questo e la politica e arrivare a “una riforma improntata all’idea dell’indipendenza e del pluralismo”, come recita il programma dell’attuale Governo. Le idee ci sono: esistono vaste convergenze sulle proposte di Paolo Gentiloni, di Roberto Fico e su quella d’iniziativa popolare di Tana De Zulueta, avanzata da anni.

Se ci fosse la volontà politica, la riforma si potrebbe approvare in tempi rapidi e ci auguriamo che l’occasione per iniziare l’iter necessario sia offerta proprio dalle polemiche  di questi giorni relative al Festival di Sanremo 2020 e la spinta possa arrivare dall’interno dell’Azienda, nel suo stesso interesse.

Con la presente petizione si chiede:

–        che la riforma della RAI  sia inserita nelle priorità che stanno per essere individuate nel cronoprogramma della maggioranza;

–        che le proposte di riforma d’iniziativa parlamentare siano inserite tra quelle da esaminare nelle competenti Commissioni di Camera e Senato e si avviino le opportune audizioni;

–        che  la RAI partecipi al complesso iter della riforma con spirito collaborativo.

 

Donatella Martini DonneinQuota

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Rosanna Oliva de Concilis – Rete per la Parità

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Dall’8 marzo 2018 è in vigore il nuovo contratto che regolamenta il servizio pubblico radiotelevisivo e digitale. Rete per la Parità insieme con DonneInQuota ha proposto e ottenuto importanti integrazioni riguardanti l’immagine delle donne e non solo. Per approfondimenti rimandiamo alla nuova sezione in costruzione dedicata a Donne e media.

Lunedì 23 gennaio – ore 9.30-18.00, presso la Camera dei Deputati, sala Aldo Moro, si terrà il convegno CambieRai per non cambiare mai? Donne vere in TV  promosso da DonneinQuota e Rete per la Parità a continuazione del lavoro pluriennale svolto a tutela dell’immagine delle donne nei media, in particolare all’intero degli spazi pubblicitari e nella televisione pubblica nazionale.

 

Per l’ingresso alla sala, che ha una capienza di posti limitata, è necessario inviare la conferma della partecipazione entro giovedì 19 gennaio a segreteria.reteperlaparita@gmail.com.
Occorrerà inoltre esibire un documento d’identità e gli uomini dovranno indossare la giacca.

Qui il Link al programma del convegno.

 

Vi aspettiamo!