Sono davvero contenta di annunciarvi che il TAR di Roma ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione Nazionale Donne Elettrici (ANDE) di Roma, assistita dai legali Antonella Anselmo, Pier Paolo Carbone e Luisa Capicotto, contro il Comune di Civitavecchia per violazione delle norme costituzionali, europee ed internazionali sul rispetto del principio delle pari opportunità, fissando al 40 per cento la soglia minima di presenza delle donne nelle giunte.
Ricorderete, l’ANDE di Roma aveva presentato un ricorso contro il Comune di Civitavecchia per la nomina di una sola donna tra i sette componenti della giunta.

L’Associazione aveva contestualmente presentato analogo ricorso anche contro il Comune di Gaeta, guidato da una giunta monogenere, conclusosi di recente con un rimpasto e la condanna dell’amministrazione comunale alle spese del ricorso.

In qualità di presidente e a nome del Consiglio Direttivo di ANDE Roma, che ha voluto e sostenuto in modo unanime questa iniziativa (dopo avere preso visione delle bassissime percentuali di presenza femminile negli organi di rappresentanza a livello locale, soprattutto nelle regioni del centrosud), desidero sottolineare che il TAR di Roma ha pronunciato una sentenza di valore storico per le donne italiane e per la cultura giuridica del nostro Paese, che è fondata sul principio di eguaglianza formale e sostanziale, segnando un’importante evoluzione giurisprudenziale destinata ad incidere sull’interpretazione della normativa vigente.

Inoltre, a poche settimane dal voto per le politiche e le amministrative la sentenza si rivolge a tutti coloro che saranno chiamati ad innovare la composizione degli organi elettivi a tutti i livelli di governo, orientandone le scelte in chiave europea, nel rispetto sostanziale dei principi della democrazia paritaria, come da ultimo richiamati dalla legge n. 215 del 2012, nonché del buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione.

Sottolineo anche che con questi nostri abbiamo inteso dare un segnale forte anche ai fini della ripresa del Paese, scegliendo due città nevralgiche per l’economia regionale e a cui deve corrispondere un modello economico, sociale ed anche istituzionale conforme a parametri europei di eccellenza e competitività. A questo modello, si sa, le donne contribuiscono in modo decisivo se si tiene a mente che, come hanno attestato Transparency International, la Banca Mondiale e la stessa Banca d’Italia, più donne tra gli amministratori pubblici significano minore corruzione e un’allocazione delle risorse orientata ai servizi di cura e istruzione, altrimenti prodotti all’interno della famiglia, con effetti espansivi per un mercato in Italia poco sviluppato e sullo stesso PIL.

Infine voglio ricordare che i comuni di Gaeta e Civitavecchia, andati al ballottaggio e governati rispettivamente dal centrodestra e dal centrosinistra, sono stati selezionati dall’Associazione a conferma della sua cifra apartitica, attenta al profilo del rispetto dei diritti e della Costituzione e in accoglimento dell’appello della Rete per la Parità, oltre che in linea con i contenuti dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria, cui ANDE aderisce a livello nazionale.

Un caro saluto
Francesca Piazza

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