Primo Maggio 2026: senza parità nel lavoro non c’è sviluppo

In occasione del Primo Maggio, la Rete per la Parità-APS non può ignorare che il lavoro in Italia non è ancora uguale per donne e uomini.

Il tasso di occupazione femminile si attesta intorno al 53-54%, a fronte di oltre il 70% degli uomini, con un divario strutturale di circa 18 punti percentuali, come emerge dal Rendiconto di genere INPS 2024 e dalle più recenti rilevazioni ISTAT e INPS (dati 2023-2025). Le donne continuano a essere sottorappresentate nel mercato del lavoro e penalizzate nello sviluppo di carriera, nonostante livelli di istruzione mediamente più elevati.

La disuguaglianza si aggrava sul piano retributivo. Il gender pay gap orario si attesta intorno al 5-6%, secondo le ultime elaborazioni ISTAT ed Eurostat (dati pubblicati 2024–2025); tuttavia, considerando la minore partecipazione al lavoro, il part-time involontario e la discontinuità delle carriere, il divario nei redditi complessivi raggiunge circa il 20% e può risultare ancora più elevato in alcuni settori.

Ancora più critica è la qualità dell’occupazione: le donne sono molto più esposte al lavoro part-time, spesso involontario, e a condizioni di maggiore precarietà. Solo il 18% delle assunzioni femminili è a tempo indeterminato e la presenza nei ruoli apicali resta limitata a poco più del 20%, secondo il Rendiconto di genere INPS 2024.

Questi dati descrivono un disequilibrio strutturale che il Paese non sta affrontando con la necessaria determinazione e che incide negativamente sulla crescita economica, sulla coesione sociale e sulla qualità della democrazia. Non viene ancora riconosciuto pienamente il valore del lavoro femminile quale strumento essenziale di autonomia economica, indipendenza personale e libertà di scelta. L’accesso a un lavoro dignitoso e stabile rappresenta invece una condizione decisiva anche per prevenire e contrastare situazioni di vulnerabilità, dipendenza economica, abuso e violenza, rafforzando la capacità delle donne di autodeterminarsi e di sottrarsi a contesti discriminatori o lesivi della loro dignità.

Per la Rete per la Parità non può esserci sviluppo senza uguaglianza sostanziale. È necessario agire con urgenza, attraverso politiche capaci di garantire trasparenza salariale, contrastare efficacemente le discriminazioni retributive, sostenere la conciliazione tra vita e lavoro e promuovere un’occupazione femminile stabile, qualificata e pienamente valorizzata, assicurando al tempo stesso una presenza equilibrata nei luoghi decisionali.

La Rete per la Parità auspica che questo Primo Maggio 2026 sia occasione per rafforzare un impegno concreto verso un lavoro più equo, stabile e accessibile a tutte e a tutti.

La Presidente
Patrizia De Michelis

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