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Di seguito gli eventi che segnaliamo per la Giornata internazionale della donna

7 marzo, ore 10-13: “Il lungo percorso delle pari opportunità. Quali priorità per il cambiamento?”  – Roma – Senato della Repubblica – Piazza della Minerva n.38, organizzato da Consiglio Nazionale del Notariato e dalla Rete per la parità con Patrizia De Michelis e Rosanna Oliva de Conciliis

7-8 marzo: Obiettivo 5, il campus di formazione per la parità di genere alla Sapienza Università di Roma Organizzato da Le Contemporanee. Prevista la partecipazione di Gabriella Luccioli

8 marzo, ore 11:00: Quirinale – “Celebrazione della Giornata Internazionale della donna“. In diretta su RAIUNO. Partecipa Linda Laura Sabbadini.

8 marzo: Ingresso gratuito per le donne in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali. Numerose iniziative sono state organizzate per sensibilizzare e riflettere sull’importanza culturale della Giornata. L’elenco degli appuntamenti è in costante aggiornamento.

8 marzo, ore 11, Roma- Assessorato all’Ambiente, Piazza di Porta Metronia2. Messa a dimora di due mimose in memoria di Marisa Rodano e delle donne della costituente. Partecipa  Patrizia De Michelis.  

8 marzo, ore 10-13: “Donne, tra diritto e giustizia. Riflessioni sul gender gap – Consiglio Nazionale Forense. Interviene Rosanna Oliva de Conciliis.

8 marzo, ore 10-13: “Riflessioni su forme di contrasto alla violenza economica” – Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro in collaborazione con Rete per la Parità e FICLU. Interviene Rosanna Oliva de Conciliis

5 marzo, ore 17: Roma,Museo nazionale degli strumenti musicali. Concerto

11-22 marzo: New York, ONU, CSW – 68.ma Sessione della Commissione sullo stato delle donne.

14 marzo, ore15,30 – Parma: “Percorsi di parità – in cammino verso l’obiettivo 5 dell’Agenda ONU 2030 – Organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Parma e dalla Fondazione dell’Avvocatura Parmense con il Patrocinio del Comune di Parma. Interviene Rosanna Oliva de Conciliis

15 marzo, ore 17: Roma, XV Municipio- Via Flaminia Nuova  n. 77 – sala studio Euclide  – La Costituzione è un viaggio. Interviene Rosanna Oliva de Conciliis

18 marzo, ore 17: Roma, Spazio Europa. Via IV Novembre 139 – Premio Mimosa UDI Monteverde

Con soddisfazione comunichiamo che è proseguito con successo il percorso di integrazione del gruppo che siamo riuscite a far arrivare in Italia, composto di 69 afghane e afghani di origine Hazara che, riusciti a fuggire in Pakistan, cercavano di raggiungere l’Europa per scampare dalle persecuzioni a cui sarebbero stati sottoposti nel caso in cui fossero stati rimandati in Afghanistan sia in ragione dell’appartenenza a quell’etnia, sia perché le giovani praticavano uno sport considerato “impuro”.

Un risultato dovuto  ai costanti e costruttivi contributi che, sia a livello centrale che periferico, alcune delle Associazioni aderenti alla Rete per la Parità hanno potuto offrire.

Unendoci alla valutazione positiva espressa dalla dottoressa Giulia Gori della FCEI, constatiamo che l’iniziativa si avvia verso la conclusione.

Di seguito l’aggiornamento della situazione rispetto al report del 2023.

L’Aquila: Del Gruppo di 60 persone inizialmente ospitato tutto all’Aquila, sono rimaste11 persone. Due ragazze che sono sorelle, stanno svolgendo il servizio civile, una terza – che grazie alla borsa di studio del Soroptimist ha svolto tirocini da parrucchiera – si è positivamente inserita in un istituto di bellezza come estetista. Si avviano a vivere insieme in un appartamento autonomo che dovrebbe essere messo a disposizione dalla locale rete di accoglienza SAI. Un’altra ragazza, dopo aver svolto, grazie alla FCEI, un corso per “igienista dentale e assistente di poltrona”, ha ottenuto una borsa di studio a Parma come igienista dentale dove si sposterà prossimamente insieme ai genitori, sempre assistita dalla FCEI. Quattro ragazzi si sono inseriti nel settore dell’edilizia con un contratto a tempo indeterminato. Ora vivono in un appartamento in affitto e continuano ad essere sostenuti all’occorrenza dalla FCEI. La FCEI continua ad occuparsi, insieme con  il Soroptimist locale e con il Comune de L‘Aquila, anche delle due coppie di anziani che hanno difficoltà ad apprendere la lingua, a inserirsi e a individuare prospettive lavorative.

Torino: Grazie all’accoglienza iniziale della Diaconia Valdese 3 ragazze e  4 ragazzi, supportati anche dalle socie del Soroptimist e di Zonta, studiano o lavorano e sono ospitati in appartamenti della Rete ufficiale di accoglienza SAI per i richiedenti asilo.

Roma: Grazie all’impegno della prof.ssa Barbara Martini, dell’Università di Tor Vergata, 5 studentesse e 1 studente, che hanno notevolmente migliorato il livello di conoscenza della lingua italiana, hanno concluso positivamente il Foundation Year presso l’Università di Tor Vergata, ma sono ancora in attesa di essere ammessi ai corsi universitari richiesti. Una delle ragazze, la cui famiglia vive a Firenze, ha accettato la borsa di studio offerta da un’università privata, ottenuta per intercessione della FCEI, e sta frequentando un corso di moda e design. Suo fratello ha deciso di non attendere l’iscrizione all’Università, dati i tempi lunghi di attesa, e, dopo aver frequentato un corso per receptionist alberghiero, è stato assunto in un grande albergo romano. Le altre tre ragazze, ancora in attesa di essere ammesse ai corsi universitari, stanno valutando la frequentazione di training professionalizzanti.

Firenze: Qui vivono 5 dei componenti del gruppo familiare composto dai genitori, 4 figlie e 1 figlio. Una delle ragazze e il ragazzo sono a Roma. Abitano a Firenze con i genitori le altre  due sorelle. Una ha progettato la realizzazione di un museo virtuale per far conoscere  la cultura, i valori e le tradizioni delle donne afghane. Il progetto è ancora in valutazione da parte del Museo nazionale delle Civiltà e l’iter per la sua approvazione è tuttora attentamente seguito da Rete per la Parità insieme con la Professoressa Giuliana Cacciapuoti e con la dottoressa Giulia Gori della FCEI. Un’altra sorella sta per sposarsi, e a breve si trasferirà in Germania. La quarta sorella, che sta studiando psicologia presso un’università russa, continua a cercare soluzioni per perfezionare gli studi in Italia dove vorrebbe ricongiungersi alla famiglia. I genitori sono in buona salute e, a parte la necessità di essere ospitati dalla FCEI, hanno la possibilità di sostenere le esigenze delle figlie.

Per una valutazione complessiva dobbiamo constatare che del gruppo originario nessuno tra le ragazze e i ragazzi ha più proseguito la strada del ciclismo, che pure era stato lo sport che aveva dato loro una spinta verso la vita e verso la libertà. Hanno dovuto concentrarsi su nuovi e faticosi impegni e  dalla necessità di imparare nuovi suoni, di affrontare nuove strade all’interno di panorami mai conosciuti, di abbracciare nuove e tanto diverse culture.

In questo percorso i pedali, spesso invisibili, che hanno continuato a sospingerli nel passaggio verso un nuovo futuro siamo state silenziosamente, attivamente ed orgogliosamente tutte noi.

Siamo state noi, donne della Rete per la Parità, della FCEI, del mondo giornalistico e del mondo universitario, a credere in altre donne, a sostenerle, a prenderle per mano e le accompagneremo ancora fino alla realizzazione dei loro progetti e al raggiungimento dell’autonomia. A loro tutte la Rete per la Parità rinnova il suo Grazie per la condivisione di questa esperienza di alto profilo umanitario.

Oggi, 21 gennaio 2024, avrebbe compiuto 103 anni Marisa Cinciari Rodano, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, scomparsa il 2 dicembre scorso.

Deputata del Pci fin dalla prima legislatura, di cui era l’ultima ancora in vita, prima donna vicepresidente della Camera dei deputati.

Nel 2015, dopo anni di comune impegno, iniziato in occasione della fondazione dell’Accordo per la democrazia paritaria, Marisa  accettò di essere socia onoraria della Rete per la Parità.

Una figura straordinaria che ha attraversato la storia della Repubblica italiana con coraggio, determinazione e impegno proseguito fino alla tarda età.

La sua vita è stata un inno alla resistenza contro il fascismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha giocato un ruolo fondamentale nei Gruppi di difesa della donna, un movimento che ha coinvolto circa 70.000 donne nella resistenza contro i nazifascisti. La sua partecipazione attiva nella propaganda, nell’assistenza ai partigiani e nelle attività sociali ha evidenziato la sua dedizione alla causa della libertà. Arrestata nel 1943 per la sua opposizione al regime, ha trascorso del tempo nelle carceri delle Mantellate di Roma.  

Dopo la guerra il suo impegno politico non si è affievolito. Attraverso la fondazione nel 1944 dell’Unione Donne Italiane (UDI) ha promosso attivamente la partecipazione delle donne nella vita politica, culminata nella campagna per il voto del 2 giugno 1946 per il Referendum e per l’elezione dell’Assemblea costituente.

Anni importanti per la storia della nostra democrazia che ha narrato in Memorie di una che c’era. Una storia dell’Udi, pubblicato nel 2010. A lei si deve anche la scelta della mimosa come simbolo dell’8 marzo per la Giornata Internazionale dei diritti delle donne.

Marisa Cinciari Rodano ha giocato un ruolo chiave nella transizione verso la democrazia; la sua testimonianza ci dà forza nel nostro quotidiano impegno verso la parità.

Sarai sempre con noi, Marisa.

Italia, 21 gennaio 2024

Fonte foto: Il Manifesto e Orizzonte Scuola Notizie

Il 30 dicembre in prima pagina su La Stampa è stato pubblicato l’articolo della nostra Presidente onoraria Rosanna Oliva de ConciliisCompletiamo la riforma sul doppio cognome”.

L’augurio della Presidente onoraria è che la nuova disponibilità della maggioranza consenta anzitutto di fare una campagna informativa sull’operatività già in essere della regola del doppio cognome e, non meno importante, che si completi la riforma.

Il 2 gennaio, sempre su La Stampa, è uscito un altro articolo sulla riforma, firmato da Donatella Stasio. Passo in avanti con l’apertura del governo al completamento della riforma. La norma è già in vigore da un anno e mezzo, però molte famiglie ancora non lo sanno: occorre informare i genitori.

Come Rete per la Parità ringraziamo ancora una volta La Stampa per aver puntato i riflettori sul lungo iter del doppio cognome non ancora giunto alla conclusione. Per questa via, si promuove anzitutto la cultura della parità di genere e del rispetto.

Si terrà mercoledì 8 novembre alle ore 10, presso la Sala Igea dell’Istituto Treccani, il convegno Riforma organica del cognome: sette anni non sono bastati organizzato da italiadecide e Rete per la Parità, per denunciare la mancata approvazione della riforma organica del doppio cognome. Qui la locandina.

A distanza di sette anni dalla prima sentenza della Corte costituzionale n. 286/2016 e di quasi due anni dalla sentenza n. 131/2022 il Legislatore non ha ancora approvato la Riforma necessaria per allineare l’ordinamento all’aboli-zione del patronimico, dichiarato in contrasto con la Costituzione.

Il convegno sarà l’occasione per approfondire con esperte/i, parlamentari, associazioni, le modifiche necessarie, comprese quelle del cognome della donna coniugata, per rispettare i principi fondamentali della tutela dell’identità e della parità tra i sessi sanciti dalla Costituzione. Vedi gli atti del Convegno a Milano del 30 settembre 2022.

L’evento potrà anche essere seguito in diretta streaming sul Canale YouTube Treccani Channel, su Radio Radicale e sull’evento Facebook.

Il 30 agosto si riunirà l’Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della Commissione bicamerale d‘indagine sulla violenza contro le donne, presieduta dall’ on.le Martina Semenzato.

Inizia la fase operativa della Commissione e immaginiamo che quel giorno sarà concordato un calendario delle riunioni con i temi da trattare. Tra i primi crediamo ci sarà quello di come impostare i lavori per seguire con la necessaria tempestività l’iter in Parlamento del Disegno di legge C 1294 “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”, approvato il 7 giugno scorso dal Consiglio dei ministri e depositato alla Camera in agosto.

Con il provvedimento, il Governo intende:
• velocizzare le valutazioni preventive sui rischi che corrono le potenziali vittime di femminicidio o di reati di violenza contro le donne o in ambito domestico;
• rendere più efficaci le azioni di protezione preventiva;
• rafforzare le misure contro la reiterazione dei reati a danno delle donne e la recidiva;
• migliorare la tutela complessiva delle vittime di violenza.

Il problema del deposito alla Camera anziché al Senato che avevamo segnalato in un nostro articolo sulla Stampa è stato affrontato dai 2 presidenti. Già all’inizio di settembre, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, dovrebbe iniziare l’esame della proposta governativa in Commissione Giustizia Camera, insieme con la proposta C 439 dal titolo e contenuto analogo, di cui è prima firmataria l’ex ministra Bonetti.

Dopo l’approvazione da parte della Camera il testo potrebbe arrivare al Senato in tempi brevi, tenuto conto delle dichiarazioni sull’urgenza che accompagnarono già l’approvazione a giugno del DDL in Consiglio dei ministri, e la disponibilità anche dei gruppi dell’opposizione.

Ci auguriamo che parallelamente la Commissione possa predisporre un atto di indirizzo con le proprie indicazioni al riguardo che potrebbe essere utile, considerata la complessità dell’intervento.

Questa la composizione della Commissione:
Presidente – Martina Semenzato (Noi moderati).
Vicepresidenti – Cecilia D’Elia (PD) e Laura Ravetto (Lega).
Segretarie – Luana Zanella (deputata di Avs) e Elena Leonardi (Senatrice FDI).
Membri Senatori: Renato Ancorotti, Michaela Biancofiore, Anna Bilotti, Susanna Donatella Campione, Giulia Cosenza, Ilaria Cucchi, Anna Maria Fallucchi, Annamaria Furlan, Alessandra Maiorino, Clotilde Minasi, Daniela Sbrollini, Daniela Ternullo, Elena Testor, Paolo Tosato, Julia Unterberger, Valeria Valente.
Membri Deputati: Cristina Almici, Stefania Ascari, Maria Cristina Caretta, Maria Rosaria Carfagna, Rita Dalla Chiesa, Sara Ferrari, Antonella Forattini, Renate Gebhard, Valentina Ghio, Elisabetta Christiana Lancellotta, Simona Loizzo, Daniela Morfino, Annarita Patriarca, Paolo Pulciani, Immacolata Zurzolo.

15 agosto del 2021, i talebani riprendevano il controllo di Kabul dopo venti anni di presenza occidentale. Non dimenticherò mai le persone in fuga che si aggrappavano agli aerei in partenza, il tentativo disperato dei genitori che passavano oltre la rete i figli, le centinaia di persone bloccate nel tentativo di fuga.

Era solo l’inizio di una crisi umanitaria e di diritti che vede i talebani, nel secondo anniversario del loro ritorno al potere, pronti, come dichiarano in un loro comunicato, a resistere a qualsiasi minaccia all’indipendenza del Paese

ANSA

Secondo l’Onu “le politiche imposte al popolo afghano hanno portato alla continua, sistematica e scioccante soppressione di una moltitudine di diritti umani, compresi i diritti all’istruzione, al lavoro e alle libertà di espressione, riunione e associazione”. È quanto hanno dichiarato 30 esperti delle Nazioni Unite che hanno rivolto un appello alla comunità internazionale a impegnarsi per sostenere il popolo afghano che vive in una gravissima crisi umanitaria. 

Si stima che 16 milioni di bambini non ricevano cibo di base o assistenza sanitaria e siano quasi 30 milioni, il massimo storico, gli afghani bisognosi di assistenza. Questa recessione economica, hanno sottolineato gli esperti, favorisce pratiche dannose, discriminatorie, oppressive e violente, come il matrimonio forzato e infantile, l’abuso e lo sfruttamento economico e sessuale, la vendita di bambini e organi, il lavoro forzato minorile, la tratta di esseri umani. 

“Le politiche imposte al popolo afghano hanno portato alla continua, sistematica e scioccante soppressione di una moltitudine di diritti umani, compresi i diritti all’istruzione, al lavoro e alle libertà di espressione, riunione e associazione”. 

Gli esperti si sono espressi sulla base di “rapporti coerenti e credibili di esecuzioni sommarie, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, torture e sfollamenti arbitrari”. “I più colpiti sono le donne e le ragazze, le minoranze etniche, religiose e di altro tipo, le persone con disabilità, le persone Lgbt+ . Anche i difensori dei diritti umani e altri attori della società civile, giornalisti, artisti, educatori ed ex funzionari governativi e di sicurezza”. 

“Le donne sono state persino private dell’opportunità di trovare conforto in alcuni dei loro spazi, come i saloni di bellezza frequentati e gestiti da donne, a cui è stato recentemente ordinato di chiudere i battenti” hanno spiegato gli esperti.  Inoltre, le autorità de facto hanno introdotto l’uso di punizioni crudeli e indegne, come la lapidazione, la fustigazione e la sepoltura sotto un muro, in violazione degli standard internazionali sui diritti umani, hanno detto, aggiungendo che l’idea di un talebano “riformato” si è dimostrata sbagliata.

Come evidenziato nell’analisi dell’ISPI. integrata dal commento di Giuliano Battiston, l’occidente, dopo due anni non ha ancora individuato quale strategia adottare che vada al di là delle restrizioni.

Due anni di dominio talebano in Afghanistan  | ISPI (ispionline.it)

L’Afghanistan a due anni dal ritorno dei talebani | ISPI (ispionline.it)

Rosanna Oliva de Conciliis, presidente onoraria della Rete per la Parità